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Sindacato, un voto per rinnovare
(di Carlo E. Gariboldi
)

Segnaliamo a tutti i colleghi che si collegano al sito www. quartopotere.org questo articolo di Carlo Ercole Gariboldi già pubblicato sul primo numero del 2004 di ‘Giornalismo’, periodico dell’Associazione lombarda giornalisti (Alg).
Si tratta di un intervento tuttora attuale, perché illustra la posizione e l’azione di Quarto Potere rispetto al rinnovamento e alla necessità di gestione unitaria del sindacato dei giornalisti.

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L’apertura di una vertenza regionale non può che passare attraverso un’analisi dello stato della categoria in Lombardia e, più nello specifico, dello stato di salute degli organismi rappresentativi dei giornalisti, siano essi sindacali, piuttosto che Ordine, Inpgi, Casagit e Fondo di previdenza integrativo.

La nostra capacità di incidere e di porci come interlocutori credibili e rappresentativi dipende dalla nostra forza e dalla capacità di gestire le divisioni interne: siamo un sindacato unitario, i cui vertici devono essere la sintesi delle diverse anime, non si può governare una categoria come la nostra in modo autoritario e a colpi di maggioranza.

A differenza dello sconfortante quadro nazionale, in Lombardia in questi ultimi anni qualche passo in avanti è stato fatto. E Quarto Potere rivendica di aver svolto un ruolo concreto, benché da quando, tre anni fa, si è presentato per la prima volta alle elezioni, sia stato coerentemente lontano dalla gestione sia dell’Associazione lombarda, sia della Federazione della Stampa.
Il primo problema del sindacato è la sua debolezza, la scarsa capacità di rappresentare chi lavora all’interno e all’esterno delle redazioni.

Quarto Potere, nel corso del suo primo incontro nazionale sul Delta del Po, ha constatato che il numero dei giornalisti professionisti ex articolo 1 del contratto nazionale di lavoro è, salvo piccole variazioni, rimasto immutato dall’inizio degli anni Novanta a oggi.

Il numero dei giornalisti iscritti all’ordine è invece aumentato, ciò dimostra l’importanza sempre maggiori di forme di lavoro diverse da quelle tradizionali all’interno delle redazioni. Sono aumentati i giornalisti che lavorano negli uffici stampa ed è aumentato il lavoro dei liberi professionisti, o se si preferisce questa accezione, dei free lance.
Le lotte intestine ai vari organismi della categoria ci ha enormemente indebolito. Tre anni fa Associazione e Ordine lombardi non si parlavano, non dialogavano. Anche grazie al lavoro di Quarto Potere qualcosa è cambiato.

Noi apprezziamo il ruolo di garante delle regole che ha svolto Franco Abruzzo in questi anni in qualità di presidente dell’Ordine. Anche noi abbiamo polemizzato con lui, ma Abruzzo ha dimostrato come la categoria sia in grado di salvaguardare l’interesse pubblico, tutelando anche l’immagine complessiva della categoria di fronte agli attacchi interni ed esterni.
Alle recenti elezioni per l’Inpgi Franco Abruzzo si è schierato nella coalizione Inpgi.si cambia, che in Lombardia vedeva uniti noi di Quarto Potere, Stampa Democratica e la corrente che fa capo al presidente dell’Associazione lombarda giornalisti, Maurizio Andriolo. Le divisioni del passato stanno per rimarginarsi.

Una collaborazione stretta tra Associazione e Ordine è stata avviata ma va ulteriormente potenziata e va praticata nell’affrontare questioni importanti come la tutela giuridica dei colleghi. In vista delle elezioni per il rinnovo dell’Ordine lombardo si dovrà ricordare ai colleghi che questa ritrovata sintonia e un valore in sé che va mantenuto.
Sul fronte della credibilità del sindacato, Quarto Potere, con altri colleghi, ha lavorato alla “pulizia” delle liste degli iscritti.

L’elenco degli iscritti che per anni è stato tenuto in Lombardia considerava le centinaia di persone che col sindacato non avevano più niente a che fare e che non pagavano la quota annuale. In questo modo venivano artificialmente tenuti alti i numeri degli iscritti, ma si versavano alla Fnsi contributi non dovuti, impoverendo la nostra struttura territoriale.

L’Alg deve ora continuare in questa opera di rafforzamento riequilibrando, tra l’altro, i suoi rapporti interni, limitando l’attuale soprarappresentazione dei giornalisti collaboratori. Il rapporto attuale in seno al consiglio direttivo (20 giornalisti professionali e 10 collaboratori) è al di fuori dalla realtà della professione e rappresenta unicamente la risultante di (superati) equilibri politici interni.

Se vogliamo veramente dare credibilità a tutto il nostro mondo per essere interlocutori autorevoli dobbiamo rispettare le regole interne, oltre a quelle del buon senso.

In queste settimane uno dei nostri istituti più importanti, l’Inpgi, che gestisce le nostre pensioni, oltre a un importantissimo patrimonio immobiliare, si trova in una difficile situazione. Non è questa la sede per rinfocolare polemiche e discussioni che vanno affrontate altrove. Va però ricordato che dobbiamo essere onesti nei comportamenti. Chi assume incarichi per conto di tutti i colleghi, spesso rinunciando a carriere e a successi professionali non deve dimenticare di operare per spirito di servizio, non è delegato da un corrente contro le altre. Il nuovo consiglio di amministrazione dell’Inpgi, dovrà nominare un fiduciario per la Lombardia.

La corrente sindacale che ha occupato quel posto negli ultimi anni si sta dimostrando incredibilmente indisponibile a lasciarlo, nonostante che alle elezioni dell’autunno scorso siano stati eletti solo 4 dei loro candidati e tutti con meno voti degli eletti della coalizione Inpgi.si cambia. Il rispetto delle regole e degli altri nell’ambito di un sindacato unitario e unico non possono essere calpestate da ragioni di corrente o di appartenenza.

Quando avremo completato questo percorso saremo più credibili, più forti e autorevoli. Il movimento Quarto Potere è nato con la logica di rilanciare la professione e renderci autonomi dalle pressioni della pubblicità, del marketing, della politica, nell’ottica di servire unicamente gli interessi della categoria.
Solo sulla base di questi presupposti possiamo avviarci a un confronto esterno.

Carlo Ercole Gariboldi
Candidato di Quarto Potere e fiduciario Inpgi per la Lombardia

ottobre 2004

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