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Probiviri Assostampa romana: "Non isoliamo chi tiene la schiena diritta"

«Abbiamo applaudito il presidente della Repubblica quando ci ha invitato a tenere la "schiena diritta". Non lasciamo più soli quelli che ci provano». È l'appello che il Collegio dei Probiviri dell'Associazione stampa romana rivolge ai giornalisti, nella lettera aperta indirizzata ai comitati di redazione. «Ci piacerebbe credere - si legge - che in tempi come questi, contrassegnati dal ripetersi di scorrettezze, ingiustizie e abusi ai danni dei lettori o dei colleghi meno garantiti (sfruttamento di precari, mobbing, stress da condizioni intollerabili di lavoro) tutte le colpe fossero sempre e solo degli editori e mai dei giornalisti. Purtroppo non è così, ma sulle eventuali responsabilità dei giornalisti il silenzio è totale». Continua la lettera aperta: «A noi pare che la giusta mobilitazione di questi anni in difesa dell'autonomia e della qualità dell'informazione dovrebbe spingerci anche ad una maggiore severità verso noi stessi, i nostri comportamenti incoerenti o qualche volta complici delle stesse oppressioni che lamentiamo. Nelle situazioni concrete, il coraggio collettivo non basta se non è accompagnato da quello individuale».
Per il Collegio dei Probiviri, «non sempre si tratta di opportunismo»: il timore di conseguenze per la carriera o la certezza del posto di lavoro è comprensibile. Ci chiediamo però se c'è ancora modo di resistere al ricatto imprenditoriale e al degrado professionale in atto, se non con il rilancio della deontologia e di una solidarietà operativa nelle redazioni e negli ambienti di lavoro». Ciò, si sottolinea, «riguarda in primo luogo i comitati e i fiduciari di redazione, ai quali vogliamo ancora una volta offrire il nostro aiuto e ai quali rammentiamo che, se è vero che lo Statuto consente al Collegio dei Probiviri di avviare procedimenti d'ufficio, nessuna istruttoria è possibile senza la collaborazione delle vittime o dei testimoni di quanto accade negli ambienti di lavoro». Il Collegio dei Probiviri, «anche in questo secondo anno del suo mandato, ha svolto con regolarità e con scrupolo i compiti ad esso affidati dallo Statuto - si legge - I procedimenti, avviati sulla base degli esposti pervenuti a tutt'oggi in segreteria, sono stati definiti, come pure i pochi procedimenti aperti d'ufficio. Regolarità e scrupolo tuttavia non vogliono dire efficacia, poichè il nostro lavoro continua ad essere limitato da circostanze di fatto, che siamo costretti a riproporre alla riflessione del sindacato e di tutti i colleghi».

Adnkronos

19 gennaio 2004

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