[
www.quartopotere.org ]
Una
serata, ad un secolo dalla nascita, per ricordare il grande cronista
Tommaso Besozzi, il coraggio della notizia
Un parterre
di firme prestigiose renderà omaggio
all’uomo simbolo del giornalismo d’inchiesta
diventato famoso per lo scoop sul bandito Giuliano
VIGEVANO -
Una serata speciale per ricordare, a cento anni dalla nascita, Tommaso
Besozzi (1903-1964), uno dei più grandi giornalisti italiani del
secolo scorso.
Un appuntamento, dall’emblematico titolo “Il coraggio della
notizia”, che vuole colmare una lacuna significativa nei confronti
di un concittadino misconosciuto da molti, soprattutto nella sua città
natale, e, nello stesso tempo, vuole essere un omaggio al giornalismo
investigativo.
Venerdì 5 dicembre, al teatro Cagnoni di Vigevano, in corso Vittorio
Emanuele II 45, lo ricorderanno Ferruccio De Bortoli, ex direttore del
Corriere della Sera, ora amministratore delegato di Rcs Libri; Massimo
Fini, scrittore e giornalista, editorialista e collaboratore di varie
testate; Antonio D'Orrico, caporedattore di Sette, settimanale del Corsera;
Bernardo Valli, editorialista de La Repubblica. La serata, coordinata
dal giornalista Enrico Mannucci, è ad ingresso libero e inizierà
alle ore 21,15.
Mobilitati per l’evento una serie di club di servizio (Lions Sforzesco,
Lions Vigevano Host, Lions Vigevano Colonne, Lions Vigevano Ticinum, Leo
Club Vigevano, Rotary Club Vigevano-Mortara, Rotaract, Ambassador Club
Vigevano), che hanno organizzato la serata in collaborazione con l'Amministrazione
comunale di Vigevano, l’Associazione giornalisti di Vigevano e Lomellina
“G.Rolandi” e la Società Storica Vigevanese.
Insieme a Lucio Mastronardi, Tommaso Besozzi è stato uno degli
intellettuali più prestigiosi nati all’ombra della Torre
del Bramante. Uomo simbolo del giornalismo d’inchiesta, oggi viene
indicato da molti come modello ideale per la professione. Oreste del Buono
lo ha definito il più grande giornalista del dopoguerra. Enzo Biagi
lo ricorda raccontando quando Hemingway, dopo avergli fatto tradurre un
articolo, disse: “E’ più bravo di me”.
La carriera di Besozzi inizia al “Corriere della Sera”, dove
entra a 25 anni. In via Solferino, a parte una parentesi di un anno al
quotidiano economico “Il Sole 24ore”, rimane dieci anni. Nel
1939, scopre un appartamento dove la polizia segreta teneva i prigionieri
politici, ma il giornale non pubblica nulla. Iniziano da lì gli
attriti che lo porteranno a lasciare il Corriere. Sarà determinante,
in seguito, l’incontro con Benedetti, che lo porterà all’Europeo.
Sono gli anni della fama. Scopre i primi casi di tangenti, si occupa del
massacro di Portella della Ginestra, ma soprattutto smonta la versione
ufficiale data dai carabinieri sulla morte del bandito Giuliano. Vive
però come una minaccia l’arrivo di alcune firme di prestigio
all’Europeo, perché teme di vedersi escluso, e abbandona
il settimanale, cominciando a peregrinare tra varie redazioni. Fatale
il blocco della scrittura, che lo conduce nel vortice della depressione.
Come Mastronardi, anche Besozzi si toglie la vita. E’ l’11
ottobre del 1964.
Per informazioni:
0381-299216 / mcantella@comune.vigevano.pv.it
0381-82154 / 335-5342752/ sala.araldo@diocesivigevano.it
28
novembre 2003
Per contattare Quarto Potere, scrivi all'indirizzo: news@quartopotere.org.
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

|