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LIBERTA’ DI STAMPA/SCIOPERO SI’, IL 6 GIUGNO NO
QUARTO POTERE CHIEDE ALLA FNSI DI CAMBIARE DATA
La libertà di stampa è gravemente minacciata e lo sciopero nazionale dei giornalisti è doveroso, ma rischia di diventare un boomerang se si farà venerdì 6 giugno. Infatti quello è l’ultimo giorno della campagna elettorale per le amministrative e le regionali. Potrebbero così uscire in edicola perlopiù i quotidiani favorevoli al centrodestra, notoriamente ‘disobbedienti’ alle direttive Fnsi, dando ai cittadini un’informazione a senso unico.
Quarto Potere chiede alla Segreteria della Fnsi di definire un’altra data ravvicinata per lo sciopero, trasformando il 6 giugno in una giornata di mobilitazione nazionale della categoria, con assemblee in tutte le redazioni e pubblicazione obbligatoria, ai sensi del contratto di lavoro, di comunicati dei comitati di redazione e delle associazioni regionali di stampa, ipotizzando anche, per la stessa data, uno sciopero delle firme.
Allo sciopero nazionale per la difesa della libertà d’informazione si deve arrivare anche in tempi brevi, secondo Quarto Potere, ma al termine di un percorso di mobilitazione che coinvolga tutti i giornalisti italiani. Compresi, naturalmente, quelli della Rai: dopo il gravissimo episodio delle ispezioni al Tg3, sarebbe paradossale e assurdo uno sciopero nazionale per la difesa della libertà d’informazione dal quale siano esclusi, per legge, i giornalisti del servizio pubblico.
Vista la gravità della situazione, Quarto Potere rivolge un appello ai colleghi che spesso non hanno aderito alle iniziative di lotta proclamate in sede nazionale perché questa volta partecipino allo sciopero.
I giornalisti di Quarto Potere esprimono la loro solidarietà ai colleghi del Corriere della Sera, che continuano a difendere la libertà d’informazione da ogni tipo di pressioni esterne.
Secondo Quarto Potere, tappa fondamentale del percorso di mobilitazione dei giornalisti italiani è la richiesta urgente da parte della Fnsi al parlamento dell’approvazione di una legge sul conflitto d’interesse, problema che riguarda in particolare il Presidente del Consiglio (ma non solo) e che è il vero nodo su cui si gioca la libertà d’informazione in Italia. L’attuale maggioranza di centrodestra sfugge il problema del conflitto d’interesse, ma non vanno dimenticate le gravi colpe della precedente maggioranza di centrosinistra che in cinque anni di governo non ha saputo o voluto risolvere questo problema.
Quarto Potere ricorda infine che anche il Presidente dell’Associazione Stampa Romana, Pierluigi Franz, ha chiesto urgentemente alla Fnsi un parere legale sulla possibilità di sciopero il 6 giugno, in particolare nel servizio pubblico.
Quarto Potere


Giugno
2003

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