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QUARTO POTERE: QUALE CONTRATTO PER I GIORNALISTI

Un documento sul nostro Contratto, presente e futuro, è stato elaborato da Quarto Potere, gruppo trasversale di giornalisti (con diverse provenienze politico-sindacali) che intendono rinnovare la Fnsi e l'Ordine alla luce delle nuove frontiere dell'informazione.
Sul Contratto, Quarto Potere ha organizzato due vivaci riunioni al Circolo della Stampa di Milano, il 23 ottobre e il 14 novembre 2000, che si sono concluse con l’approvazione di questo testo.
CONTRATTO QUADRO. Il Contratto unico nazionale si sta evolvendo: quello che (forse) firmeremo entro breve potrebbe essere l’ultimo con gli attuali meccanismi di garanzia. Gli editori puntano ad abolire la regolamentazione nazionale: il rischio è che in futuro si giunga a sottoscrivere solo contratti aziendali nelle realtà più forti. Torna quindi d'attualità la proposta di ripensare a un Contratto quadro: unico per tutti i giornalisti in alcuni punti normativi importanti e con differenziazioni e flessibilità (anche economiche) per consentirne l'applicazione in tutti i settori, compresi quelli dell'emittenza radiotelevisiva e dell'online, tutelando in maniera effettiva i freelance.
Un altro obiettivo è ottenere pagamenti migliori per i colleghi delle radio, delle tv locali e per i giornalisti che lavorano fuori dalle redazioni.
ONLINE. La regolamentazione deve riguardare tutta l’informazione giornalistica in rete, senza distinzioni fittizie tra testate e portali. Occorre inoltre prevedere la registrazione obbligatoria per legge delle testate giornalistiche online.
FREELANCE. Va regolamentato il lavoro dei giornalisti freelance come libera prestazione (con o senza partita Iva) e va riconosciuto il loro diritto a lavorare in termini professionali ed economici garantiti. Un mercato giornalistico autonomo, forte sia economicamente sia come diritti, salvaguarda anche il lavoro dei giornalisti dipendenti. Limitare la contrattualizzazione alle collaborazioni coordinate e continuative rischia solo di rappresentare un avallo della Fnsi al lavoro nero in redazione. Dovrà inoltre essere recepita la direttiva europea che impone pagamenti entro 30 giorni per ogni prestazione di lavoro autonomo.
FLESSIBILITA’. Vanno regolamentati meglio i contratti a termine (tra l’altro introducendo un tetto massimo sull’organico redazionale) per evitare sia che vengano utilizzati come leva contro le redazioni, sia che non vengano mai trasformati in contratti a tempo indeterminato. I contratti a termine per i capi redattori sono possibili, ma devono prevedere retribuzioni molto più elevate rispetto alla media di categoria: altrimenti il rischio è avere capi redattori ancora più deboli e ricattabili. Su un punto però i giornalisti devono essere autocritici: va disboscata la foresta pietrificata di capi, inviati e redattori che non svolgono più la loro funzione, facendo però attenzione ai casi di mobbing che nei giornali italiani sono tanti. Un sindacato moderno deve difendere chi lavora e chi tenta di lavorare, non chi cerca di approfittare di rendite di posizione.
I giornalisti di Quarto Potere

Milano, novembre 2000


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