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Andriolo a Venchiarutti: "Perché ricandidate Cescutti?"

Caro Venchiarutti,

rispondo alla tua garbata lettera e mi rivolgo così ai tanti colleghi di buona volontà ai quali, come te, sta a cuore l’Inpgi.
Rispondo per punti:

1- Lo Statuto: sicuramente è vecchio e inadeguato. Tant’è che l’ultimo Cda in carica voleva cambiarlo, ma tutto si arrestò quando si era pensato di limitare a due volte la rieleggibilità del Presidente. Cambiare lo statuto non potrà non far parte di un programma e dei compiti di un presidente di garanzia .
2 - Sindacato e Inpgi: l’invadenza del sindacato federale è sotto gli occhi di tutti. I documenti dei dodici apostoli, le mozioni di affetto di alcune associazioni, le pronunce di componente, le pressioni sui singoli e su collettivi, i tentativi di racimolare qualche voto di scambio. Perniciosa invadenza di un sindacato che ritiene l’Inpgi una cassaforte piuttosto che un Ente amministratore di un bene comune.
3 - Indicare nomi?: non spetta a me caro collega. Le caselle vuote non si riempiono di nomi e basta, si fa ampia e amplissima consultazione, si esplora per ottenere il meglio e il massimo dell’equilibrio nel rispetto della democrazia, non del “pluralismo lottizzante”.

Sono d’accordo, caro vecchio Venchiarutti, si deve gestire un’ente previdenziale e farlo ritornare dei giornalisti e per i giornalisti; non lasciarlo fondo di sciccheria, di una maggioranza e basta.
Da parte di “Inpgi.si cambia”, non ci sono pregiudiziali, ma la richiesta di un programma, la ricerca di un’equilibrio, di un presidente che sappia rappresentare tutti, che garantisca equità, capacità ed equilibrio.
E mi auguro che non si ritorni a oscene proposte come quella del precedente Consiglio generale: una lista di nove (che magari sarebbe diventata di dieci se solo i meccanismi elettorali lo avessero consentito) lasciando fuori chi non brindava col capo.
Ed a proposito, ma qualcuno può illustrarci i meriti del vostro candidato?
Fatta salva la dedizione al lavoro, l’uomo è stato bravo e in che cosa?
Le mie critiche le ho esplicitate per iscritto e oralmente: riguardano prestazioni ridotte, bilanci gonfiati, impoverimento progressivo dell’Inpgi, dipendenti demotivati, rapporti con i giornalisti deteriorati, uso anarchico delle ispezioni, consiglieri maltrattati; ci vogliamo mettere anche qualche episodio dequalificante?
La posizione del vostro candidato attuale è comunque debole e troppo discutibile (non tralascerei anche il fatto che, dopo due mandati, dovrebbe essere lui stesso a evitare di proporsi).
E infine: rischio commissariamento? Non è nei nostri programmi e non è neppure un’ipotesi all’orizzonte, ma questo non significa che io debba assumere la veste di Chamberlain.

Maurizio Andriolo

8 gennaio 2004

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