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Vertenze
contratti. Sette giorni
di sciopero dei giornalisti italiani
Il primo si farà entro il 15 giugno
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:
“Le Commissioni Contrattuali della Fnsi per le trattative con la
Federazione Italiana Editori Giornali, con l’Associazione delle
Emittenti Locali Aeranti-Corallo e con l’Aran, hanno dato mandato
alla Giunta ed alla Segreteria del Sindacato dei Giornalisti di proclamare
7 giornate di sciopero dei giornalisti di tutti i settori produttivi,
la prima delle quali da attuare nella prima metà del mese di giugno.
Lo sciopero è stato deciso per protesta contro la posizione delle
imprese, che mirano alla demolizione dei contratti giornalistici, e dell’agenzia
per la contrattazione nel pubblico impiego in relazione all’andamento
dei negoziati.
Le Commissioni Contrattuali della Fnsi hanno ritenuto inaccettabile la
posizione delle imprese che cercano di imporre un modello produttivo che,
ben lungi dallo sviluppare la qualità dell’informazione e
quindi riconoscere il ruolo professionale dei giornalisti, intende concentrarsi
sugli aspetti più direttamente legati al marketing, alla pubblicità
e al taglio del costo del lavoro.
La Fieg, nell’incontro plenario svoltosi ieri, ha respinto in blocco
le proposte di modifica della Fnsi. Gli editori giustificano il loro atteggiamento
con una analisi della situazione del settore condizionata dallo squilibrio
pubblicitario e dalle distorsioni legislative. Al di là dei dati
forniti, per la maggior parte inesatti e contraddittori, la Fieg non tiene
conto dell’esigenza di privilegiare i contenuti investendo più
che sulla veste grafica e sui prodotti collaterali, sull’informazione.
La Fnsi ha presentato proposte tendenti a valorizzare la qualificazione
professionale, a migliorare le condizioni di lavoro, a limitare l’attuazione
delle forme di flessibilità previste dalla legge 30 sul mercato
del lavoro, a regolare il lavoro autonomo affermandone il ruolo e la dignità.
La Fnsi ha chiesto misure più vincolanti riguardanti i diritti
di informazione dei comitati di redazione, il ruolo di garanzia dell’autonomia
professionale che devono svolgere i direttori responsabili, norme più
rigorose di separazione tra l’informazione e la pubblicità,
una migliore precisazione degli aspetti riguardanti il praticantato e
l’accesso alla professione. La Commissione Contratto ha su queste
ed altre tematiche approvato oggi l’articolato di piattaforma contrattuale
che viene trasmesso alla Fieg e a tutte le strutture del Sindacato.
Gli editori della Fieg hanno da parte loro presentato alla Fnsi una vera
e propria contropiattaforma che, se accolta anche in parte, annullerebbe
il sistema di regole previsto dalla contrattazione dei giornalisti. Ed
è pertanto irricevibile. Tra l’altro, gli editori hanno chiesto
l’allargamento degli elementi relativi alla flessibilità
a cominciare dalle collaborazioni autonome e dai contratti a termine,
e l’attuazione integrale della legge 30 di riforma del mercato del
lavoro. La Fieg ha respinto ogni richiesta di tutela del lavoro autonomo
giornalistico affermando di non essere abilitata a trattare questo argomento
che pure era stato oggetto di passi avanti nella rinnovazione precedente.
Gli editori hanno chiesto la revisione del sistema degli scatti di anzianità
con un meccanismo di congelamento e di riduzione del numero degli scatti
nella vita lavorativa del giornalista, senza tenere conto che nella stragrande
maggioranza dei casi la progressione economica viene garantita solo dagli
automatismi. La Fieg ha chiesto inoltre di azzerare conquiste contrattuali
ottenute in anni di lotte sindacali con l’obiettivo di mortificare
il ruolo dei giornalisti e delle loro organizzazioni rappresentative (settimana
corta, riposi, ferie, trasferimenti, permessi sindacali, malattia, disciplina,
ecc.). Gli editori hanno persino proposto di cancellare la maggiorazione
del 18% per i giornalisti delle agenzie di stampa.
Una analoga posizione di intransigente chiusura è stata assunta
dall’Associazione delle emittenti locali Aeranti-Corallo che, nelle
trattative per il primo rinnovo contrattuale delle centinaia di giornalisti
del settore, ha respinto nella sostanza la piattaforma presentata dalla
Fnsi e tendente ad aumentare i livelli di tutela e le retribuzioni. Aeranti-Corallo
ha assunto una posizione di difesa delle norme definite nel primo contratto
sottovalutando il contributo alla crescita dell’informazione nel
settore portato dai giornalisti.
L’agenzia per la contrattazione nel pubblico impiego Aran ha bloccato
l’avvio del negoziato per il primo contratto di lavoro per i giornalisti
degli uffici stampa con la speciosa motivazione che la Fnsi non è
rappresentativa dei lavoratori del settore pubblico. La Fnsi rivendica
invece l’attuazione della legge 150/2000 che prevede una specifica
area di contrattazione nel settore, in dissenso con la posizione negativa
assunta da organizzazioni sindacali confederali e autonome.
Per tutti questi motivi le commissioni Contrattuali della Fnsi hanno deciso
una grande manifestazione di protesta sindacale da preparare in una serie
di riunioni di settore, assemblee regionali e aziendali, con il contributo
delle Associazioni Regionali di stampa, dei sindacati di base, dei gruppi
di specializzazione e degli Enti della categoria dei giornalisti. La Giunta
della Fnsi preciserà nella riunione fissata per il 1 giugno la
data e le modalità della prima giornata di sciopero generale dei
giornalisti. Frattanto, la Segreteria ha invitato tutte le strutture del
Sindacato a bloccare la realizzazione di nuove iniziative editoriali,
delle riorganizzazioni aziendali e delle ristrutturazioni tecnologiche
a livello di gruppo o di azienda. Ciò anche in relazione al grave
stato delle relazioni sindacali in numerose imprese dell’informazione
italiana che hanno costretto comitati e fiduciari di redazione alla protesta
e allo sciopero.
I documenti rivendicativi della Fnsi e le posizioni degli editori della
Fieg sono consultabili sul sito della Fnsi”.
24
maggio 2005
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