Si è svolta ieri a Roma la Conferenza nazionale dei CdR indetta dalla Fnsi per discutere il rinnovo della piattaforma contrattuale con la Fieg, che proprio in mattinata ha fatto sapere di essere pronta per un primo incontro il 18 aprile. Il segretario della Fnsi, Paolo Serventi Longhi, ha esposto la piattaforma elaborata dalla Commissione contratto, un documento lungo, vasto e approfondito. Troppo, ha già fatto sapere la Fieg, che preferirebbe affrontare meno punti per chiudere la questione in fretta. Anche perché, sostengono gli editori in una lettera alla Fnsi, la situazione economica non consentirebbe di concedere gran che dal punto di vista retributivo. Peccato che a contrastare nettamente con questa opinione della Fieg siano i dati molto favorevoli resi noti da una indagine della Deloitte & Touche sulla situazione della stampa e della pubblicità, realizzata proprio per conto della Federazione degli editori. Ma il rinnovo del contratto, che Serventi Longhi prevede difficile, non verterà solo su questioni economiche. “Attenzione sia al tentativo-tendenza di destrutturare il contratto insistendo sul fronte della flessibilità, sia alla figura dei direttori sempre più terminali aziendali”, ha detto tra l’altro il segretario Fnsi che ha poi rincarato la dose: “Spesso il conflitto non si apre con l’editore ma con il direttore che non è capace o non vuole mediare le parti nel rapporto con la redazione. Ciò nonostante la figura del direttore va mantenuta come garante dell’autonomia della testata”. Si tratta piuttosto di condizionarne l’azione alla fiducia della sua redazione. Il dibattito ha reso evidente il desiderio di rivedere molte delle concessioni fatte agli editori con il contratto firmato nel 2001 e scaduto il 28 febbraio. “Con la flessibilità abbiamo già dato – ha detto Franco Siddi, presidente della Fnsi – ora si deve fare in modo che le buste paga dei giornalisti recuperino la forte perdita di potere d’acquisto”. Forti critiche, inoltre, per quanto riguarda le prestazioni multitestata, anche se sarà difficile tornare indietro su questo fronte. “Mi sembra che il contenuto di parecchi interventi denunci una critica di fondo al contratto firmato nel 2001, che ha introdotto tanta flessibilità in cambio di poco. Non mi oppongo per principio alla flessibilità – ha detto Carlo Gariboldi, CdR della Provincia Pavese e della componente sindacale Quarto Potere – ma le va riconosciuto un valore che deve essere pagato adeguatamente. Mi fa inoltre piacere che si chieda venga completamente abolito l’allegato N del Cnlg sul lavoro nei giornali elettronici, che va equiparato in tutto e per tutto al normale lavoro giornalistico”. Nel dibattito è intervenuto anche Gabriele Cescutti, presidente dell’Inpgi: “I conti per ora vanno bene, ma non posso nascondere la mia preoccupazione per gli anni a venire quando, in seguito all’aumento della vita media, le pensioni andranno erogate per periodi superiori. A incidere sull’andamento dei conti sarà però, anche, la proliferazione dei contratti a tempo determinato”. Da segnalare, infine, due argomenti che hanno gravato sulla Conferenza dei CdR generando una certa irritazione. Il primo: la ventilata minaccia che la Fieg voglia porre sul piatto delle trattative l’abolizione degli scatti di anzianità. “Nell’eventualità che ciò accada non dobbiamo neanche accettare di parlarne”, ha detto Gariboldi e Serventi Longhi ha dato ampie assicurazioni in merito. Il secondo: ha cominciato ad aleggiare pure la pretesa della Fieg di controllare le presenze al lavoro dei giornalisti con l’introduzione del “cartellino”. A risentirci dopo il 18. a cura di Antonio Massa – CdR Domus e coordinatore della Commissione sindacale dell’Associazione lombarda giornalisti 7 aprile 2005 Per contattare Quarto Potere, scrivi all'indirizzo: news@quartopotere.org. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
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