[ www.quartopotere.org ] Superbonus, a chi conviene? L'Inpgi risponda Fra le tante ragioni che indussero i giornalisti a votare per la privatizzazione dell'INPGI, fu probabilmente decisiva una considerazione: le prestazioni che l'Istituto potrà erogare saranno migliori di quelle dell'INPS perché l'INPGI è gestito da giornalisti a favore dei giornalisti. Ma è proprio così? Lasciamo da parte le polemiche passate ed occupiamoci solo del cosiddetto superbonus varato dal governo a beneficio di chi, pur avendo i requisiti di legge, resta al lavoro per non gravare sui conti degli enti di previdenza. Se ne parla fin dalla scorsa primavera, ma il nostro presidente - pur essendo giornalista noto per la facilità con la quale prende la penna in mano per far conoscere il suo pensiero su qualsivoglia argomento - stavolta si è dimostrato quanto mai stitico: solo due comunicazioni: il 22 settembre e il primo ottobre. Sembra del tutto evidente - e mi auguro di essere invece smentito - che il superbonus non gode di buona stampa in quel di via Nizza. Si scrive addirittura che "...la propensione alla pensione di anzianità è attualmente modesta". Invece "...crescerebbe in maniera esponenziale dopo l'applicazione del bonus, con una conseguente perdita nella differenza fra le pensioni di anzianità non corrisposte e contributi perduti". E questo è il nocciolo della questione. Qualcuno ha calcolato che, pur essendo il contributo previdenziale dei giornalisti inferiore e quello delle altre categorie dell'industria (il 28,97% contro il 32,70%) che un bonus mensile esentasse di 2 mila euro costerebbe in termini di incremento pensionistico - al lordo delle imposte - una cifra dieci volte più bassa: circa 200 euro al mese. E' vero? Non è vero? Sui numeri l'INPGI tace e questo non può che dispiacere a chi era convinto che un Istituto gestito da giornalisti per i giornalisti fosse lo strumento migliore per garantire la categoria. In proposito si possono fare molti ragionamenti, ma è evidente che il principio di mutua assistenza viene assolto da ogni collega con i prelievi in busta paga. Ed è altrettanto evidente che dai sacrifici dei giornalisti traggono beneficio anche le imprese editoriali quando assumono giornalisti disoccupati (contratti depotenziati e esenzione dai contributi fiscali). C'è infine un ultimo pericolo da non sottovalutare, negando il bonus fiscale: il passaggio degli aventi diritto all'INPS con conseguente impoverimento delle casse dell'INPGI. Comunque sia, una maggiore informazione ai giornalisti raccogliendone le opinioni in proposito sarebbe stata certo una strada più auspicabile. Quella strada che noi di "Quarto Potere" abbiamo imboccato da tempo e intendiamo rendere la strada maestra dei giornalisti e di Ordine, FNSI, INPGI e Casagit. Stefano Camozzini caposervizio economia Tgr Rai, esecutivo Singrai candidato di Quarto Potere alle elezioni Fnsi e Ass. Lombarda 13 ottobre 2004 Per contattare Quarto Potere, scrivi all'indirizzo: news@quartopotere.org. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------  |