La
proposta di Riccardo Sabbatini, sindaco Inpgi: Ragazzi, non ci incartiamo! Con la stessa franchezza usata in altre circostanze va detto che l’atteggiamento usato dai colleghi della minoranza del consiglio generale dell’Inpgi (20 rispetto ai 36 della maggioranza) è sempre meno comprensibile. Nell’ultimo mese non hanno fatto nient’altro che chiedere il defenestramento di Gabriele Cescutti in nome di un radicale cambio di gestione dell’ente. Ed utilizzano una norma statutaria molto garantista (quorum di 2/3 per le elezioni) al fine di impedire la nomina di un Cda. Molto sommessamente, vorrei ricordare loro che l’ente negli ultimi anni ha migliorato i suoi bilanci, non li ha peggiorati. Ed i problemi di comunicazione che abbiamo avuto (alcuni molto seri, è inutile negarlo) sono anche la conseguenza del rigore con il quale l’istituto è stato gestito ( nella vigilanza sulle aziende editoriali, nella politica immobiliare, nelle stesse regole di pensionamento per far si che i colleghi più giovani possano in futuro ricevere una pensione e non semplicemente un obolo). Molte di queste scelte, con relative delibere, sono state approvate a larghissima maggioranza. I bilanci della gestione principale dell’ente, con l’eccezione dell’ultimo (forse a causa dell’imminente scadenza elettorale), sono sempre stati approvati all’unanimità. Ed allora perché soltanto Gabriele? Mandiamo a casa tutti i componenti del vecchio consiglio di amministrazione, colpevoli di "buona gestione". Non mi sembra che sia questa l’intenzione. Diverso è il discorso se, tra tutte le componenti, si concorda su un generale ricambio del Cda. Non eleggendo, ad esempio, chi ha già svolto due mandati e scegliendo i colleghi in funzione della loro competenza professionale. Un simile Consiglio d’amministrazione potrebbe predisporre in tempi ragionevoli una più profonda riforma statutaria ed avviare una riflessione più ampia su come la categoria debba essere presente nel proprio ente di previdenza ( l’idea di affidarci a manager professionali per la gestione mantenendo la nostra presenza in un organo di indirizzo e controllo incontra più consensi di quanto io stesso pensassi) . Potrebbe essere una soluzione e - sono sicuro - verrebbe apprezzata dagli iscritti dell’ente che guardano con sempre maggiore sgomento a quanto sta accadendo. Diversamente, continuare a chiedere la testa di Cescutti come unico agnello sacrificale avrà come unico risultato quello di portarci diritti verso il commissariamento. Alcuni irresponsabilmente dicono in questi giorni che sarebbe il male minore. Ma non scherziamo! Al di là del mucchio soldi che andrebbero in fumo per rifare le elezioni (in questi giochetti tra correnti sindacali forse sarebbe il caso che qualcuno lo ricordi) va considerato che l’Inps è rimasto commissariato un anno prima che il Governo si decidesse a rinnovare gli organi. E poi nella scelta del commissario avrebbe voce in capitolo un Presidente del Consiglio che di mestiere fa l’editore. Riccardo Sabbatini 23
gennaio 2004 Per contattare Quarto Potere, scrivi all'indirizzo: news@quartopotere.org. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
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