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L'Inpgi continua a violare il principio costituzionale dell'uguaglianza, limitando il diritto alla libertà di cumulo.
Appello di Abruzzo a Siniscalco e Maroni: "Intervenite!".
 
Appello di Franco Abruzzo, presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, ai ministri dell'Economia e del Lavoro,  Domenico Siniscalco e  Roberto Maroni: "Oggi il Consiglio di amministrazione dell'Inpgi ha approvato due delibere: una che estende il superbonus anche ai giornalisti e la seconda, che limita il diritto alla libertà di cumulo pensione-redditi da lavoro, fissata negli articoli 72 della legge n. 388/2000 e 44  (comma 7) della legge  n. 289/2002. I giornalisti possono cumulare fino a 8.509 euro. Con questa seconda delibera, il Consiglio d'amministrazione dell'Istituto ha violato ancora una volta l'articolo 3 della Costituzione (uguaglianza) e la sentenza n. 437/2002 della Corte costituzionale. Proprio oggi il Tribunale del lavoro di Milano ha sancito che l'Inpgi deve comportarsi come l'Inps, in tema di libertà di cumulo, nel rispetto del punto 4 dell'articolo 76 della legge n. 388/2000.

L'Inpgi è l'unica cassa sostitutiva dell'Inps. Se è una cassa deve comportarsi come le casse degli avvocati e dei ragionieri, costrette dalla Corte costituzionale a riconoscere la libertà di cumulo ai propri iscritti; se è sostituiva dell'Inps deve comportarsi come l'Inps. Non c'è una terza via. Signori  Ministri, attenti!  I vertici dell'Inpgi vi diranno che la Fondazione non ha soldi;  che le perizie attuariali del prof. Gismondi non consigliano di applicare la libertà di cumulo; che il direttore generale del Ministerio del lavoro, Maria Teresa Ferraro, ha suonato l'allarme sul futuro dell'Istituto. Se è così, l'Inpgi deve tornare pubblico come era fino al 1995, applicando le regole dell'Inps (40x2=80%) e non l'assurda quanto splendida regola che parifica 30 anni di versamenti all'Inpgi ai 40  dell'Inps. L'Inpgi per  fare 80% moltiplica 30x2,66. Il coefficiente del 2,66 è un lusso che un piccolo gruppo sociale, qual è quello dei giornalisti professionisti, non può più, purtroppo, permettersi. Signori Minjstri, intervenite, è un vostro dovere, è un vostro obbligo giuridico. Qualcuno deve pur dire la verità ai giovani giornalisti. Io mi assumo le mie responsabilità".


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Due delibere del Consiglio d'amministrazione
Inpgi: sì al superbonus,
cumulo sino a 8.509 euro
 
Roma, 10 febbraio 2005.  Sì al superbonus, mentre resta invariato il tetto al cumulo tra pensione e redditi di lavoro autonomo. Lo ha deliberato oggi il Consiglio di amministrazione
dell'Inpgi, l'Istituto di previdenza dei giornalisti italiani: le deliberazioni saranno portate alla ratifica dei ministeri vigilanti.    Prima di assumere una decisione sul superbonus, l'Inpgi - spiega una nota - ha dovuto far accertare attraverso una valutazione attuariale se, adottando la regola del bonus, potesse essere messa a rischio la stabilità dell'Ente. ''Lo studio - sostiene l'INPGI - ha evidenziato gli aspetti positivi del recepimento del decreto, e, di conseguenza, il Cda ha deliberato di estendere agli iscritti all'INPGI il diritto di richiedere l'applicazione del superbonus''. In particolare, secondo l'istituto, ''è emerso che nel periodo 2005-2010 la spesa previdenziale si ridurrebbe di 72 milioni a fronte di una riduzione di entrate contributive pari a 27 milioni (saldo attivo di 45 milioni). Dal 2011 al 2032 la spesa aumenterebbe leggermente, ma sarebbe ampiamente compensata, con notevole vantaggio, dalla crescita del patrimonio, realizzata nel periodo di applicazione del bonus''.

''Nell'approvare il recepimento della norma, il Consiglio di amministrazione dell'Inpgi - continua l'ente a proposito del superbonus - ha anche tenuto conto del forte aumento dei pensionamenti di anzianità verificatosi negli ultimi due mesi a causa dell'iniziativa assunta da varie aziende, le quali hanno stimolato le dimissioni di giornalisti con diritto alla pensione, offrendo loro consistenti buonuscite.

Ciò minacciava di diminuire sostanzialmente, rispetto al passato, le entrate contributive, aumentando contemporaneamente la spesa previdenziale. Un doppio danno che il bonus potrà ridurre efficacemente''.
 Quanto alla seconda delibera, che riguarda il cumulo tra pensione e redditi da lavoro autonomo, l'Inpgi spiega che ''nel maggio 2004 il Consiglio di amministrazione dell'Inpgi recepì un accordo tra la Fnsi e la Fieg, con il quale veniva elevato a 13.000 euro annui il massimale dei redditi cumulabili con la pensione.

Il Ministero dell'Economia, ricevendo la delibera, richiese tuttavia una verifica la quale dimostrasse che ciò non avrebbe rischiato di creare danno alla stabilità dei bilanci futuri dell'Ente. Lo studio attuariale non è stato in grado di dare questa sicurezza e quindi il Consiglio di amministrazione dell'Inpgi ha confermato oggi il precedente tetto riferito al 2001 di 7.746 euro, che a suo tempo era stato già oggetto di valutazione positiva da parte del Ministero dell'Economia. Ad oggi il massimale è stato comunque rivalutato, anno dopo anno, per effetto delle aliquote di perequazione nelle seguenti misure: 2001, euro 7.746,85; 2002, euro 7.956,02; 2003, euro 8.146,96; 2004, euro 8.350,64; 2005, euro 8.509,30''. (ANSA)

10 febbraio 2005

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