L'Inpgi
continua a violare il principio costituzionale dell'uguaglianza, limitando
il diritto alla libertà di cumulo. L'Inpgi è l'unica cassa sostitutiva dell'Inps. Se è una cassa deve comportarsi come le casse degli avvocati e dei ragionieri, costrette dalla Corte costituzionale a riconoscere la libertà di cumulo ai propri iscritti; se è sostituiva dell'Inps deve comportarsi come l'Inps. Non c'è una terza via. Signori Ministri, attenti! I vertici dell'Inpgi vi diranno che la Fondazione non ha soldi; che le perizie attuariali del prof. Gismondi non consigliano di applicare la libertà di cumulo; che il direttore generale del Ministerio del lavoro, Maria Teresa Ferraro, ha suonato l'allarme sul futuro dell'Istituto. Se è così, l'Inpgi deve tornare pubblico come era fino al 1995, applicando le regole dell'Inps (40x2=80%) e non l'assurda quanto splendida regola che parifica 30 anni di versamenti all'Inpgi ai 40 dell'Inps. L'Inpgi per fare 80% moltiplica 30x2,66. Il coefficiente del 2,66 è un lusso che un piccolo gruppo sociale, qual è quello dei giornalisti professionisti, non può più, purtroppo, permettersi. Signori Minjstri, intervenite, è un vostro dovere, è un vostro obbligo giuridico. Qualcuno deve pur dire la verità ai giovani giornalisti. Io mi assumo le mie responsabilità".
''Nell'approvare
il recepimento della norma, il Consiglio di amministrazione dell'Inpgi
- continua l'ente a proposito del superbonus - ha anche tenuto conto del
forte aumento dei pensionamenti di anzianità verificatosi negli
ultimi due mesi a causa dell'iniziativa assunta da varie aziende, le quali
hanno stimolato le dimissioni di giornalisti con diritto alla pensione,
offrendo loro consistenti buonuscite. Il Ministero dell'Economia, ricevendo la delibera, richiese tuttavia una verifica la quale dimostrasse che ciò non avrebbe rischiato di creare danno alla stabilità dei bilanci futuri dell'Ente. Lo studio attuariale non è stato in grado di dare questa sicurezza e quindi il Consiglio di amministrazione dell'Inpgi ha confermato oggi il precedente tetto riferito al 2001 di 7.746 euro, che a suo tempo era stato già oggetto di valutazione positiva da parte del Ministero dell'Economia. Ad oggi il massimale è stato comunque rivalutato, anno dopo anno, per effetto delle aliquote di perequazione nelle seguenti misure: 2001, euro 7.746,85; 2002, euro 7.956,02; 2003, euro 8.146,96; 2004, euro 8.350,64; 2005, euro 8.509,30''. (ANSA) 10
febbraio 2005 Per contattare Quarto Potere, scrivi all'indirizzo: news@quartopotere.org. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
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