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Cda Inpgi dice sì a bonus e cumulo
Giornalisti Uniti, componente della maggioranza Fnsi

Note sugli orientamenti di riforma previdenziale Inpgi: serve il time out

E’ necessaria una pausa di riflessione e verifica su tutte le misure di riforma del sistema previdenziale dell’Inpgi, anche dopo le decisioni assunte questa mattina a maggioranza del Consiglio di amministrazione in materia di cumulo tra pensioni e reddito di lavoro autonomo e applicazione del Superbonus fino al 2007.
Secondo i Giornalisti Uniti è necessario, in tempi ragionevolmente brevi, un intervento riformatore di carattere complessivo e non spezzettato.
Le due decisioni assunte oggi rischiano infatti di essere e apparire come misure di carattere regressivo e di non essere comprese o di essere percepite come sbilanciate rispetto alle attese e alla realtà delle situazioni concrete della gran parte dei giornalisti. E’ vero o no che il superbonus sarà realmente agibile solo per una parte minoritaria e ricca della categoria? E sul cumulo pensioni reddito da lavoro autonomo, in un disegno complessivo, è possibile o no una risposta più mirata rispetto ad istanze di alcune fasce di pensionati?
Sarebbe stato utile il time out, per la definizione di scelte complessive e a tenuta condivisa anche in tema di oneri e sacrifici. L’equilibrio dei conti e la garanzia delle pensioni di tutti sta a cuore a tutti. Dev’essere universalmente chiaro, però, se c’è o no chi potrà guadagnare tanto oggi a discapito delle certezze di futuro di chi già oggi è debole. Un’eventuale misura di decurtazione della pensione per chi fosse costretto al prepensionamento anticipato, per esempio, porrebbe una questione di socialità rilevante.
Per tutte queste ragioni, i "Giornalisti Uniti" hanno sempre sostenuto l’esigenza di una riflessione più ampia e approfondita di tutta la categoria e di interventi non slegati da un pubblico progetto di riforma generale. Si è scelta un’altra strada, che non appare pienamente convincente sul merito e che rischia di incidere sui tempi e sulla certezza delle decisioni stesse. Sul piano metodologico è più che mai aperta, infatti, la questione del confronto (e dell’accordo previsto dalla legge) tra le parti sociali titolari della contrattazione per le materie che determinano modifiche di prestazioni e contributi.
Questo capitolo, tutto da definire e su qualche punto specifico non risolto, dovrà essere completato con responsabilità e grande serenità. C’è il tempo di un approfondimento e di una verifica da parte di tutte le realtà del giornalismo italiano per una riforma generale e non a pezzi che affronti tre questioni fondamentali: tenuta dell’Inpgi e del sistema delle pensioni di oggi e di domani; tutela delle garanzie sociali; attenzione massima alle fasce più deboli e più lontane dall’età del pensionamento, le più numerose della categoria.
Il dibattito resta aperto. Su materie tanto delicate e importanti, ferma restando l’autonomia dell’Inpgi, è necessario un pronunciamento maturo anche della Fnsi, per le responsabilità sociali e contrattuali di cui è portatrice.

10 febbraio 2005

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