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Diffamazione: Quarto Potere contro una brutta riforma

Occorre dare un giudizio negativo sulla riforma del reato di
diffamazione, attualmente all’esame del Parlamento. Quarto Potere chiede
un forte intervento del sindacato dei giornalisti per evitare che la
legge venga approvata nel testo attuale. In questo senso si attiveranno
i delegati al Congresso Fnsi che saranno eletti (si vota sabato 23,
domenica 24 e lunedì 25 ottobre) nella lista di Quarto Potere. Due le
considerazioni.
1) E' una brutta riforma. I giornalisti evitano la reclusione - cosa
positiva - ma è prevista in modo automatico, in caso di condanna (anche
solo in primo grado), l'interdizione dall'esercizio della professione da
uno a sei mesi. Come potrà vivere un giornalista durante questo periodo?
I cronisti così lavoreranno sempre senza serenità e con l’incubo di
perdere lo stipendio.
2) La pena sarà ancor più pesante - addirittura triplicata - se a
sentirsi diffamati sono i cosiddetti poteri forti: guai al giornalista
che tocca politici e magistrati! Si passa quindi dell'infausto circuito
mediatico-giudiziario degli Anni '90 (i giornalisti "postini" dei
magistrati) a un nuovo circuito ancor più nefando: chi tocca i poteri
forti muore.
Questa riforma non deve passare: invitiamo tutti i giornalisti a
impegnarsi per impedirla. E la mobilitazione comincia con il voto per
rinnovare il sindacato.

Quarto Potere

22 ottobre 2004

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