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"Stato di crisi" al Corriere dello Sport-Stadio: Cescutti (contro Serventi Longhi)
dice “no” senza sentire il Consiglio d'amministrazione

Il presidente dell'Inpgi, Gabriele Cescutti, ha deciso che non sa da fare. Che cosa? Ciò che non deve passare è lo stato di crisi al Corriere dello Sport-Stadio. Sono troppi otto prepensionamenti, e per di più solo su base volontaria. Le casse dell'Inpgi non potrebbero permetterselo. E allora Cescutti prende carta e penna e scrive al ministero del Lavoro, manifestando il suo niet.

Cescutti scrive la lettera dall'alto della sua comoda poltrona, ovviamente nell'interesse generale dell'istituto che presiede. In solitudine, perché, si sa, nell'ora delle grandi scelte, la solitudine del capo è la più alta garanzia di equidistanza e obiettività. Non c'è bisogno per Cescutti di convocare la Fnsi, la Stampa romana, il cdr del giornale, né tantomeno il Consiglio di Amministrazione, né il Consiglio generale dell'Inpgi. Decide lui. Non basta che la Fnsi abbia sottoscritto l'accordo al ministero insieme alla Fieg o che l'Associazione Stampa romana abbia ufficializzato l'accordo anche con una nota a firma Silvia Garambois sul sito dell'associazione. Per Cescutti tutto questo non conta.

Così succede che mentre il 27 novembre il sito di Stampa Romana rende nota la sigla dell'accordo, il sito della Fnsi a tutt'oggi tace. Nel frattempo la Segretaria dell'associazione stampa romana, in un direttivo (19 dicembre 2003), annuncia che l'accordo sullo stato di crisi al Corsport è stato siglato, che non si tocca una virgola perché lo stato di crisi è stato verificato, che l'intera giunta Fnsi, segretario generale in testa, è d'accordo. Ma Cescutti non è d'accordo.

Allora perché la Fnsi non interviene? Perché non prende posizione nei confronti di Cescutti? Solidarietà di corrente? Giochi di potere?

Dunque, dove è l'errore? Dalla parte di Stampa Romana, dalla parte della Fnsi, dalla parte del cdr e della redazione del Corsport che, dopo una lunga battaglia, sono riusciti a “rendere magra” una lista che partiva da 26 esuberi? O dalla parte di Cescutti, il quale, più che una parte, appare una vera controparte dei giornalisti? Che farà ora Maroni? Il ministro dirà sì o no allo stato di crisi del Correre dello Sport? La mossa di Cescutti nasconde (o svela) risultati in nero (accertati) nel bilancio del Corsport o future (e impreviste) difficoltà nei conti dell’Inpgi?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /

Braccioforte

Roma, 29 dicembre 2003

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