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L’Inpgi a rischio commissariamento
Riaprire la trattativa senza pregiudiziali

L’Inpgi rischia il Commissariamento. Un simile risultato sarebbe un colpo mortale all’autonomia dei giornalisti ed all’autogoverno delle istituzioni della categoria. Perché si è giunti a far correre all’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani un simile rischio?
Le recenti elezioni hanno rinnovato il Consiglio generale dell’Inpgi, determinando una maggioranza attorno al Presidente uscente Gabriele Cescutti, ed una minoranza identificabile nello schieramento che si è autodefinito “Inpgi si cambia”. Il tutto è avvenuto dopo una campagna elettorale nella quale, non per responsabilità delle varie componenti della maggioranza, i toni hanno spesso trasceso quelli di un pur duro confronto elettorale.

Con la decisione della minoranza, messa in atto durante la prima riunione del rinnovato Consiglio generale, di non partecipare alla votazione per l’elezione del Consiglio d’amministrazione, è mancato il quorum per rendere valida la votazione stessa.
La successiva trattativa per sbloccare la situazione si è incagliata su una pregiudiziale: la minoranza chiede alla maggioranza di non ricandidare Gabriele Cescutti alla Presidenza dell’Istituto. Si tratta di una richiesta assurda, almeno quanto sarebbe assurda un’eventuale volontà della maggioranza di determinare i nomi di coloro che, tra gli esponenti della minoranza, debbano assumere questo o quel ruolo che eventuali accordi assegnassero allo schieramento “Inpgi si cambia”.

Inoltre, la minoranza contesta gli stessi risultati elettorali affermando che l’attuale maggioranza è tale per i “difetti” che caratterizzerebbero lo Statuto dell’Inpgi. Anche questa è una assurdità: prima si attendono i risultati elettorali e poi, se questi non sono quelli sperati, si inveisce contro i meccanismi statutari per contestare la sostanza politica di tali risultati.
Insomma, prima si partecipa al gioco e poi, visti i risultati non favorevoli, se ne contestano le regole. Regole, peraltro, definite non dall’attuale maggioranza. Ancora: regole che vengono utilizzate disinvoltamente dalla stessa minoranza per impedire l’elezione del nuovo Consiglio d’amministrazione.

Seguendo una simile logica la maggioranza dovrebbe contestare il quorum previsto per la validità della votazione del Consiglio generale che in nessun altro Statuto resta immutato anche nelle successive votazioni.
Se la situazione così determinatasi non si sblocca, gli organi di vigilanza a cui l’Istituto è sottoposto potrebbero deciderne il Commissariamento.

Non è contestando le regole e le persone che si può uscire da questa situazione tutelando gli interessi degli iscritti all’Inpgi!
Il permanere di simili pregiudiziali pone interrogativi sui reali obiettivi che almeno una parte delle minoranza si propone di realizzare: il Commisariamento dell’Inpgi, che sottrarrebbe alla categoria dei giornalisti l’autogoverno di un istituto che ha un ruolo fondamentale anche nel controllo della regolarità dei rapporti di lavoro e nella vigilanza sugli stati di crisi chiesti dalle aziende. Devitalizzare la capacità di autogoverno dei giornalisti nell’Inpgi non può che avere effetti negativi su tali funzioni: e ciò non può che far piacere a certi editori (non a quelli corretti).

E’ necessario che il confronto tra maggioranza e minoranza riprenda, senza pregiudiziali, nel rispetto dei risultati elettorali, dei ruoli di controllo che la democrazia assegna alle minoranze e di governo che le stesse regole democratiche mettono in capo alla maggioranza. L’obiettivo deve essere quello di salvaguardare l’autonomia dell’Istituto previdenziale e la sua stabilità, che è stata fin qui garantita proprio da chi la minoranza contesta con tanta pervicacia.

Il Commissariamento sarebbe una sconfitta per l’intera categoria.


Monica ANDOLFATTO componente Comitato amm. Gestione separata Inpgi
Luciano AZZOLINI consigliere generale Inpgi
Ezio BERARD consigliere generale Inpgi
Lorenzo BIANCHI consigliere nazionale Fnsi
Carlo BARTOLI presidente Associazione Stampa Toscana
Andrea CAMPORESE segretario Sindacato Giornalisti Veneto
Patrizia CAPUA consigliere nazionale Fnsi
Daniele CARLON consigliere generale Inpgi
Marina COSI presidente Fondo di previdenza complementare
Savino CUTRO consigliere generale Inpgi
Francesca DETOTTO componente Cda uscente Inpgi
Nicola DI BONITO presidente Associazione Stampa Abruzzese
Elio FELICE consigliere generale Inpgi
Enrico FERRI componente Giunta esecutiva Fnsi
Camillo GALBA vice presid. Associazione Stampa Emilia-Romagna
Vincenzo GALIANO consigliere generale Inpgi
Marco GARDENGHI presidente Associazione Stampa Emilia-Romagna
Giovanni GIACOMINI segretario Sindacato Giornalisti Marchigiani
Letizia GONZALES consigliere generale Inpgi
Andrea LAZZERI consigliere generale Inpgi
Giorgio MACCHIAVELLO presidente Associazione Stampa Val d’Aosta
Marina MACELLONI consigliere generale Inpgi
Massimo MARCIANO componente Comitato amm. Gestione separata Inpgi
Giuseppe MARZANO segretario Sindacato Giorn. del Trentino-Alto Adige
Gianni MOLINARI presidente Associazione Stampa Basilicata
Roberto NATALE segretario Usigrai
Vera PAGGI componente Comitato amm. Gestione separata Inpgi
Michele PERAGINE consigliere. generale Inpgi
Federico PIRRO componente Giunta esecutiva Fnsi
Giovanni ROSSI consigliere generale Inpgi
Felice SALVATI presidente Associazione Stampa Pugliese
Giampietro SAVIOTTI componente Giunta esecutiva Fnsi
Achille SCALABRIN consigliere generale Inpgi
Roberto SEGHETTI consigliere generale Inpgi
Ettore TAZZIOLI presidente Assocciazione Stampa Modenese
Vincenzo VARAGONA consigliere generale Inpgi
Riccardo VENCHIARUTTI consigliere generale Inpgi
Antonio VISENTINI consigliere generale Inpgi
Marcello ZINOLA segretario Assocciazione Ligure dei Giornalisti

5 gennaio 2004

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