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La
circolare del presidente Inpgi, Gabriele Cescutti, sul Bonus
Cari colleghi,
il Consiglio di amministrazione dell’Inpgi ha assunto oggi due deliberazioni
al riguardo del superbonus (incentivo al posticipo del pensionamento)
e del cumulo tra pensione e redditi da lavoro autonomo. Le due delibere
saranno portate alla ratifica dei Ministeri vigilanti.
Superbonus – La materia è regolamentata dal decreto assunto
il 6 ottobre 2004 dal Ministro del Lavoro Maroni. In base alla norma tutti
i lavoratori del settore privato i quali abbiano raggiunto i requisiti
per accedere alla pensione di anzianità, possono scegliere di restare
al lavoro fino al 31/12/2007, sommando al loro attuale stipendio i contributi
previdenziali, al netto dell’imposizione fiscale. L’evidente
scopo del provvedimento è di incentivare il posticipo del pensionamento,
al fine del contenimento della spesa.
Il Ministro del Lavoro nell’emanare il decreto aveva tuttavia rispettato
l’autonomia delle Casse previdenziali privatizzate, prevedendo che
l’Inpgi potesse recepire la norma sul bonus, senza però essere
a ciò obbligato.
L’Istituto quindi, prima di assumere una decisione, ha dovuto far
accertare attraverso una valutazione attuariale se, adottando la regola
del bonus, la spesa fosse destinata a diminuire o ad aumentare. Se cioè
la differenza fra contribuzione che verrebbe a mancare e pensioni non
corrisposte, determinerebbe un beneficio o un danno all’Inpgi e
quindi alla categoria nella sua generalità.
Lo studio ha evidenziato gli aspetti positivi del recepimento del decreto,
e, di conseguenza, il Consiglio di amministrazione ha deliberato di estendere
agli iscritti all’Inpgi il diritto di richiedere l’applicazione
del superbonus. In particolare, ipotizzando dal 2008 una propensione al
pensionamento di anzianità pari al 45% degli aventi diritto (ben
oltre la norma, e addirittura il doppio di quanto oggi avviene) l’attuario
ha calcolato che nel periodo 2005-2010 la spesa previdenziale si ridurrebbe
di 72,765 milioni, a fronte di una riduzione di entrate contributive pari
a 27,816 milioni (saldo attivo di 44,950 milioni).
Dal 2011 al 2032 la spesa aumenterebbe leggermente, ma sarebbe ampiamente
compensata, con notevole vantaggio, dalla crescita del patrimonio, realizzata
nel periodo di applicazione del bonus.
Nell’approvare il recepimento della norma, il Consiglio di amministrazione
dell’Inpgi ha anche tenuto conto del forte aumento dei pensionamenti
di anzianità verificatosi negli ultimi due mesi a causa dell’iniziativa
assunta da varie aziende, le quali hanno stimolato le dimissioni di giornalisti
con diritto alla pensione, offrendo loro consistenti buonuscite.
Ciò minacciava di diminuire sostanzialmente, rispetto al passato,
le entrate contributive del nostro Istituto, aumentando contemporaneamente
la spesa previdenziale. Un doppio danno che il bonus potrà ridurre
efficacemente.
Il Consiglio di amministrazione non ha infine trascurato le preoccupazioni
per l’occupazione, che sono state tuttavia superate allorché
si è appreso che le dichiarazioni raccolte nelle aziende dove con
maggior generosità si sono offerti incentivi all’esodo, annunciavano
l’intenzione dell’editore di non provvedere a sostituire i
colleghi pensionati, e a realizzare di fatto il blocco del turn–over.
Cumulo tra pensione e redditi da lavoro autonomo – Nel maggio 2004
il Consiglio di amministrazione dell’Inpgi recepì un accordo
tra la Fnsi e la Fieg, con il quale veniva elevato a 13.000 euro annui
il massimale dei redditi cumulabili con la pensione.
Il Ministero dell’Economia, ricevendo la delibera, richiese tuttavia
una verifica la quale dimostrasse che ciò non avrebbe rischiato
di creare danno alla stabilità dei bilanci futuri dell’Ente.
Lo studio attuariale non è stato in grado di dare questa sicurezza
e quindi il Consiglio di amministrazione dell’Inpgi ha confermato
oggi il precedente tetto - riferito al 2001 - di 7.746 euro, il quale
a suo tempo era già stato oggetto di valutazione positiva da parte
del Ministero dell’Economia.
Ad oggi il massimale è stato comunque rivalutato, anno dopo anno,
per effetto delle aliquote di perequazione nelle seguenti misure: 2001,
euro 7.746,85; 2002, euro 7.956,02; 2003, euro 8.146,96; 2004, euro 8.350,64;
2005, euro 8.509,30.
* * * * *
Nei giorni scorsi alcuni colleghi hanno diffuso una preoccupata notizia
secondo la quale lo studio attuariale sul superbonus anticiperebbe di
due anni, dal 2017 al 2015, il momento in cui le entrate contributive
correnti comincerebbero a non esser più sufficienti per far fronte
alle uscite per le pensioni.
Siamo in grado di tranquillizzare quei colleghi, troppo frettolosi, e
l’intera categoria. Infatti il prof. Gismondi, che ha redatto lo
studio sui riflessi economici del superbonus, ci ha fatto pervenire un
documento nel quale ribadisce la data del 2017. Lo stesso professionista
ha aggiunto che l’anticipazione di due anni, risultante nello studio
sul bonus, non ha alcun valore sul piano del bilancio tecnico, ed è
dipesa, tra l’altro, dall’esclusione di nuovi ingressi di
giornalisti nell’Inpgi a partire dal 2003: dati questi che, ai fini
della valutazione degli effetti del bonus (che riguarda solo colleghi
oggi in età pensionabile) non avevano alcuna rilevanza e, di conseguenza,
non sono stati utilizzati dall’attuario.
Cordiali saluti
Gabriele Cescutti
10
febbraio 2005
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