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Dal Sole 24 ore, l'adesione convinta a una lista di "giovani" inserita
nelle redazioni e non di sindacalisti di professione

Barlaam: “Sono candidato con Quarto Potere, mi batto per avere un forte
aumento in busta paga e per dare un contratto ai colleghi più deboli”


Mi è stato chiesto di spiegare i motivi che mi hanno spinto a candidarmi
alle prossime elezioni per il rinnovo del sindacato dei giornalisti. Una
sorta di annuncio elettorale…

In realtà non mi sono candidato, ma mi hanno candidato. O meglio, alcune
persone che stimo mi hanno chiesto di farlo. E siccome ritengo che per
un ruolo del genere - cercare di fare qualcosa di buono per gli altri,
nell’interesse di tutti - non ci si possa candidare, alla luce di una
richiesta precisa, di una fiducia espressa nei miei confronti, ho deciso
di accettare. La cosa che poi mi ha convinto a dire sì a Quarto Potere e
non ad altre formazioni, è che si tratta di una lista di “giovani” (max
55 anni), tutta gente inserita nelle redazioni e non sindacalisti di
professione, che si propone “solo” di difendere gli interessi della
categoria.

Il mio impegno, nel caso recondito in cui dovessi essere eletto, si
riassume in due punti, oltre a quelli già indicati nel programma di
Quarto Potere:

1. Battersi per avere un aumento in occasione del prossimo rinnovo del
Contratto nazionale. Credo di appartenere all’unica categoria
professionale che può vantarsi di avere avallato (grazie ai nostri
attuali dirigenti sindacali) due rinnovi contrattuali di fila senza
praticamente un soldo in più in busta paga. Tutti gli altri, dai
metalmeccanici ai braccianti agricoli, riescono a ottenere uno straccio
di revisione retributiva a ogni nuovo contratto…

2. Dare una possibilità ai colleghi più deboli con delle forme di
contratto a tempo indeterminato diverse dall’articolo 1. Mi riferisco in
particolare ai colleghi sottopagati, a tutte quelle situazioni di
precariato eterno o di lavoro “grigio” che caratterizzano tante realtà
editoriali, soprattutto nelle tv locali, nei canali satellitari
tematici, su internet. Mi riferisco anche agli ex (o tutt’ora) Cococo a
vita, ai contratti a progetto (sempre a vita) che in realtà sarebbero
inapplicabili ai giornalisti. E ancora, agli stagisti usati
impropriamente. L’utilizzo degli stagisti gratis è diventato per le
aziende editoriali un modo comodo per non aumentare gli oganici e
sfruttare la gente: ma vi pare giusto che un giovane laureato con uno o
due anni di specializzazione alle spalle lavori come un redattore
ordinario senza avere neanche un rimborso spese? Quando feci il mio
unico stage, nel 1990, mi pagarono. Tra l’altro, obbligare le aziende al
pagamento degli stage permetterebbe di limitarne il ricorso e offrirebbe
ai disoccupati (e anche agli stagisti più bravi) qualche possibilità in
più di ottenere dei contratti a termine.

Per chi non mi conosce, in due parole, dico solo che lavoro da 15 anni.
Ho girato diversi quotidiani (Libertà, Il Tempo, La Notte, Il Sole-24
Ore), e ho scritto di tutto (tranne di calcio) dagli omicidi nel
Piacentino al Pil dello Zimbabwe, collaborando con una lunga serie di
giornali (Nigrizia, Il Manifesto, Diario, Indipendente, Il Corriere
della Sera, il Foglio, Visto, Città Nuova, eccetera). Sono stato per due
anni fiduciario di redazione di Agrisole, il primo settimanale formato
tabloid lanciato dal Sole-24 Ore. E lì, grazie al sostegno di una
piccola e compatta redazione, riuscii a ottenere un mini-integrativo e
il riconoscimento del diritto al pagamento degli speciali, dopo sei mesi
di sciopero bianco (ci siamo rifiutati di farli gratis come pretendeva
l’azienda fino a quando la stessa non cambiò posizione).
Il mio auspicio, candidatura a parte, è che si riesca con queste
elezioni a rinnovare il sindacato mandando a casa l’attuale classe
dirigente che da tempo ormai non rappresenta altri che se stessa.

Riccardo Barlaam
Vice caposervizio esteri “Il Sole 24 Ore”
Candidato di Quarto Potere per il Congresso Fnsi e l’Associazione
Lombarda

Per contattare Quarto Potere, scrivi all'indirizzo: news@quartopotere.org.

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