|
Dietro le quinte di una vertenza difficile, tra i silenzi del direttore editoriale Maurizio Belpietro e i comunicati dell’Associazione Stampa Subalpina non pubblicati. Intanto, come racconta un gruppo di colleghi del Giornale del Piemonte, diversi professionisti hanno perso il lavoro e lo stipendio. Il Giornale del Piemonte, edizione torinese del Giornale, ha licenziato il 4 novembre scorso uno dei colleghi più anziani e più esperti della redazione, dopo averlo demansionato dal ruolo di caporedattore centrale a quello di redattore semplice e umiliato professionalmente e umanamente in numerose occasioni negli ultimi tre anni.
Inutilmente il giudice del lavoro di Torino, dott. Aprile, ha stabilito nei mesi scorsi l'illegittimità del demansionamento e il reintegro del collega nelle sue funzioni di caporedattore centrale. L'offensiva dell'azienda, guidata da un professore cuneese, Fulvio Basteris, pubblicista, direttore responsabile della testata, si è invece intensificata, sfociando in numerosi provvedimenti disciplinari e nel licenziamento finale (tutti contestati e impugnati come pretestuosi assieme al licenziamento).
Da circa tre anni il collega ha tentato, in sostanziale solitudine, di far rispettare la sua professionalità e la sua qualifica dall'azienda. Altri due colleghi nel frattempo hanno interrotto in modo piuttosto brusco il loro rapporto con il Polo Grafico spa, editore della testata. Il primo dopo aver saputo di essere stato rimosso dalle mansioni di caporedattore centrale durante un periodo di malattia, il secondo dopo essersi vista interrompere la corresponsione dello stipendio per alcuni mesi. Una pratica questa, che seppure sconcertante, non è rimasta isolata: stessa sorte hanno subito il vicedirettore della testata, che per questo motivo si è rivolto alla magistratura, e altri dipendenti.
Malgrado la ruvidezza della gestione del Polo Grafico, che in questi ultimi tre anni ha provveduto a una girandola continua di nomine - tra cui tre direttori -, che già è stato condannato per attività antisindacale per aver fatto uscire il giornale in una giornata di sciopero con il pressoché esclusivo ausilio dei collaboratori, il sindacato torinese ha mostrato una tolleranza fuori dal comune, anche quando negli anni scorsi è stato scoperto un considerevole buco contributivo nei confronti dell'Inpgi e della Casagit.
La mancanza delle elementari regole di civiltà in redazione è stata tollerata malgrado alcuni dei soci del Polo Grafico, Gianluigi Gola e Pierangelo Decisi, ricoprano incarichi "pubblici", presso fondazioni ed ex municipalizzate, e malgrado il giornale goda di pubblicità istituzionale, quindi politica, quindi pagata da tutti. Una condotta che si è rivelata miope, e che tardivamente, ora che è esecutivo il provvedimento di licenziamento - adottato dall'azienda anche grazie a una sorta di presunzione di impunibilità - ora, l'Associazione Stampa Subalpina sta tentando di recuperare con comunicati di condanna del comportamento del Polo Grafico, ma che non riesce neppure a far pubblicare ai sensi dell'articolo 34 del contratto.
Un silenzio granitico avvolge il Giornale di Milano, il cui direttore responsabile Maurizio Belpietro è anche direttore editoriale della testata torinese, e che recentemente ha interrotto la collaborazione pubblicitaria con l'edizione locale, garantita in precedenza dalla sua concessionaria Arcus.
Un gruppo di colleghi del Giornale del Piemonte
|