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CHI CRITICA NON VUOLE SPACCARE IL FRONTE PDF Stampa E-mail
Scritto da Denis Artioli   
domenica, 19 novembre 2006
“Vogliamo conoscere la strategia della Fnsi, le mosse successive. La risposta "Non abbiamo la sfera di cristallo" non ci basta... Allora, meglio "congelare" la proposta della settimana consecutiva di sciopero, attuando eventualmente scioperi frazionati”. L’intervento di Denis Artioli, esponente del Cdr della Provincia Pavese, durante gli Stati generali della Fnsi (Roma, 15 novembre 2006).

Cari Colleghi, caro Segretario,

abbiamo alle spalle dodici giorni di sciopero che non hanno prodotto frutti: non abbiamo un tavolo di trattativa, non abbiamo avuto l'accordo-ponte, i tempi si sono dilatati e, nel frattempo, le posizioni della Fieg si sono indurite ulteriormente. Segretario, abbiamo appreso con po' di sconcerto anche la tua dichiarazione di Milano, sulla disponibilità a mettere la piattaforma Fnsi nel cassetto, perché per difendere quella piattaforma abbiamo scioperato finora. In quel cassetto, piuttosto, preferiremmo metterci per ora i sei giorni di sciopero consecutivi proposti/proclamati dalla Giunta Fnsi alla Conferenza dei Cdr.

La Provincia Pavese ha sempre aderito agli scioperi della Fnsi e condivide le motivazioni della protesta in atto. Ieri (14 novembre) non abbiamo avuto esitazioni ad accogliere l'idea di scioperare oggi, perché era giusto rispondere subito all'ennesimo "no" degli editori alla proposta del governo di incontrare le parti per parlare anche del nostro contratto di lavoro.

Ma è elevato il rischio di provocare una frattura nelle redazioni tra colleghi disposti ancora a scioperare e altri che non lo sono, di fronte a un'intera settimana di astensione dal lavoro. Come abbiamo ascoltato negli interventi di ieri sono molte le redazioni cariche di dubbi e preoccupazioni. Lo testimoniano anche gli interventi di Garbesi (Repubblica), Morabito (Messaggero), Del Freo (Sole24Ore), di cui condivido anche la perplessità sulla convocazione degli Stati generali dopo la proposta, che è quasi una proclamazione, dei sei giorni consecutivi di sciopero. Perché (la proposta) doveva eventualmente nascere qui dentro, perché così sa tanto di scelta obbligata ed è una forzatura. E mi auguro che chi si dimostra critico verso quella posizione non sia poi accusato di voler spaccare il fronte sindacale: molti colleghi che hanno questi profondi dubbi nelle redazioni non sono nemmeno sindacalizzati.

I colleghi ci chiedono che cosa succederà dopo i 6 giorni consecutivi di sciopero: non vedono la fine di questa trattativa, perché non c'è ancora stato un inizio. Questa domanda merita subito una risposta: dopo che cosa facciamo? Non ci basta sentirci dire, come è successo "non abbiamo la sfera di cristallo". Noi vogliamo conoscere la strategia della Fnsi, le mosse successive.

La divisione diffusa nelle redazioni di tutta Italia sui sei giorni consecutivi di sciopero potrebbe anche comportare il pericolo di un fallimento degli scioperi, evento non auspicabile perché segnerebbe un indebolimento della posizione del sindacato. Ripeto, dopo 12 giorni di sciopero già attuati non è ancora aperto un tavolo di trattativa.

Segnalo che in Lombardia, e quindi anche nella provincia di Pavia, i nostri scioperi vengono regolarmente e gravemente vanificati dalla presenza nelle edicole di molti altri quotidiani concorrenti che escono nonostante le giornate di astensione del lavoro proclamate dalla Fnsi.

Quindi preferiremmo "congelare" al momento la proposta della settimana consecutiva di sciopero, attuando eventualmente scioperi frazionati al massimo di due-tre giorni consecutivi, necessariamente in stretta concomitanza con il black-out dei notiziari di informazione radio-televisivi: quindi non scioperi improvvisi, tanto che sorpresa sarebbe? Lo sanno tutti che gli scioperi verranno attuati prima di Natale, e quindi nei giorni in cui si prevede il maggior carico pubblicitario. Per noi è più importante che scioperino assieme a noi le radio e le televisioni, perché così la nostra protesta avrebbe una visibilità maggiore. Inoltre possiamo valutare insieme altre forme di protesta, continuando provvisoriamente ad attuare rigidamente l'attuale Contratto nazionale che comunque ancora garantisce quel che la Fieg vuole toglierci, gli scatti di anzianità, e contiene livelli di flessibilità più che sufficienti.

Noi auspichiamo che si possa arrivare a una ragionevole posizione unitaria della Conferenza nazionale dei Cdr. Grazie.

Denis Artioli

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