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In vista delle prossime elezioni Inpgi, è tempo di bilanci: in 4 anni in consiglio d’amministrazione (cda) abbiamo approvato sempre conti con avanzi importanti, in tutto L’ATTIVO DI BILANCIO DI QUESTI 4 ANNI E’ STATO DI OLTRE 333 MILIONI DI EURO.
Questo dato andrebbe ricordato al ministro Elsa Fornero, che a dicembre nella sede della Fnsi ha fatto affermazioni gravemente inesatte cui IL PRESIDENTE INPGI, ANDREA CAMPORESE, HA REPLICATO con il comunicato più duro degli ultimi 4 anni. In un successivo incontro tra ministro, Inpgi e Fnsi i toni di Fornero erano completamente diversi: SI E’ APERTO UN CONFRONTO CHE POTRA’ ESSERE COSTRUTTIVO sei il governo rispetterà l’autonomia del nostro Istituto di previdenza. Noi non graviamo sullo Stato, e di conseguenza siamo liberi di stabilire le nostre regole, ovviamente nel rispetto delle leggi e con la vigilanza dei ministeri.
L’Istituto che deve assicurare il welfare ai giornalisti italiani è SOLIDO, CON UN PATRIMONIO DI 2,3 MILIARDI DI EURO a valore di mercato, e ben gestito: ma la crisi incide anche sui nostri conti e quest’anno il nostro ‘utile’ sarà ridotto a circa 15 milioni. Nel 2011 il costo delle prestazioni erogate dall’Inpgi ha superato i contributi incassati.
Perciò il cda Inpgi nel luglio 2011 ha approvato all’unanimità, anche col voto a favore dei rappresentati della Fieg e del governo, una riforma che fa salire del 3% i contributi a carico delle aziende (di cui l’1% già versato da gennaio 2012), lasciando invariati quelli versati dai giornalisti, e aumenta, molto gradualmente, l’età pensionabile per le donne che a regime andranno, dal 2021, in pensione a 65 anni come gli uomini. In questo modo, secondo i calcoli attuariali, l’Istituto SARA’ IN GRADO DI SOSTENERE NEI PROSSIMI 50 ANNI IL PAGAMENTO DELLE PENSIONI quasi senza intaccare il patrimonio accumulato. La riforma è già in vigore dopo il via libera da parte dei ministeri vigilanti.
In futuro, occorrerà anche aumentare il rendimento del nostro patrimonio: in particolare, quello della parte immobiliare è insufficiente. Oggi il ‘mattone’ rappresenta il 58% dei nostri averi: è già stata decisa in cda una ‘asset allocation’ che fa scendere al 50% l’immobiliare. Occorre a mio avviso insistere più decisamente su questa strada, per un maggiore equilibrio degli investimenti, VENDENDO UNA PARTE DELLE NOSTRE CASE (non solo quelle che stiamo costruendo, proprio con questo scopo, a Roma e a Milano) e destinando risorse anche all’housing sociale per i colleghi più in difficoltà. Se venderemo appartamenti di pregio tra 7.000 e 10.000 euro al mq ne beneficeranno i nostri conti e potremo destinare anche dei soldi a progetti di edilizia più popolare e a portata di tutti i giornalisti.
Le nostre PENSIONI VENGONO CALCOLATE CON REGOLE BEN PIU’ FAVOREVOLI DI QUELLE INPS e i colleghi hanno diritto anche a molte prestazioni ulteriori (mutui per la casa, prestiti, indennità di disoccupazione, erogazioni straordinarie, ecc) che solo l'autonomia dell'istituto può garantire! Aggiungo che, per fronteggiare la crisi, la legge 416 sull’editoria ci dà ottime tutele, migliori rispetto alla normativa generale: occorrerà quindi vigilare sul possibile impatto sulla nostra categoria della revisione degli ammortizzatori sociali. Per esempio i prepensionamenti sono un tema delicato, che non va affrontato dal punto di vista ideologico: TRA IL DIRE E IL FARE C’E’ DI MEZZO LA LEGGE e ricordo che gli stati di crisi aziendali sono certificati dal ministero.
Ma il problema di fondo, in questo nuovo ciclo della crisi, è il mercato del lavoro: dobbiamo favorire le nuove assunzioni, specie per i giovani. NESSUNO HA AVUTO IN ITALIA IL CORAGGIO DEL CDA INPGI CHE HA VOTATO ALL’UNANIMITA’ SGRAVI CONTRIBUTIVI, SOLO PER I CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO, con una riduzione del 60% per tre anni dei contributi a carico delle aziende. Da quando la norma è in vigore, abbiamo già avuto 50 nuove assunzioni di giornalisti a tempo indeterminato in poco più di due mesi.
L’equilibrio dell’Istituto, e la sua salvaguardia, debbono essere un OBIETTIVO DI TUTTI: PERCIO’ DICIAMO CHE L’INPGI SIAMO NOI, perché 'appartiene' a tutti i giornalisti italiani e vogliamo difenderlo. E, come componenti di maggioranza che hanno gestito l'istituto in questi 4 anni, ci presentiamo alle prossime elezioni proponendo la riconferma alla presidenza di Andrea Camporese, che ha guidato molto bene l’Inpgi in una fase difficilissima, e della sua 'squadra'.
In Lombardia, in particolare, PER LA PRIMA VOLTA SI PRESENTANO INSIEME PER L’INPGI 4 COMPONENTI SINDACALI un tempo avversarie: io sono candidato, e spero che i colleghi mi riconfermino la fiducia, ma chiederò anche e soprattutto di votare per gli altri nomi proposti da Quarto Potere (il mio gruppo), Stampa Democratica, Nuova Informazione e Impegno Sindacale Unitario. E’ questo un segnale forte: non ci curiamo delle polemiche pretestuose della campagna elettorale, LAVORIAMO UNITI PER L’INPGI.
Edmondo Rho
Consigliere d’amministrazione uscente Inpgi
Candidato in Lombardia di “L’INPGI SIAMO NOI”
Milano, 15 febbraio 2012 |