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LE REGOLE DELLA RIFORMA SALVA INPGI PDF Stampa E-mail
Scritto da Edmondo Rho   
mercoledì, 12 ottobre 2011
(QP) Edmondo Rho, consigliere d'amministrazione Inpgi ed esponente di Quarto Potere, spiega le nuove regole varate dall'istituto: saranno in vigore dopo il via libera dei ministeri vigilanti (atteso a breve). L'articolo è stato pubblicato su 'Giornalismo', il periodico dell'Associazione Lombarda Giornalisti.

Abbiamo approvato all’unanimità una riforma che mette in salvo i conti dell’Inpgi nel lungo periodo. Il 15 luglio 2011 il consiglio d’amministrazione ha varato (dopo mesi di approfondito confronto) tre importanti delibere: aumento del 3% dei contributi, nuova età pensionabile per le donne e sgravi contributivi per le nuove assunzioni. Saranno tutte operative dopo il via libera dei ministeri vigilanti.

Nel dettaglio, l’aliquota contributiva IVS (indennità vecchiaia e superstiti, ovvero i contributi per la pensione, ndr) a carico delle aziende salirà di un punto dal 1/1/2012 passando dall’attuale al 20,28% al 21,28%. Il secondo punto d’aumento decorrerà dal 1/1/2014 quando l’aliquota salirà al 22,28%. Il terzo punto, previa verifica sul bilancio attuariale del 2015, scatterà dal 1/1/2016 portando l’aliquota al 23,28%, mentre resterà inalterata l’aliquota a carico dei dipendenti, pari all’8,69%.

A regime, comunque, le aliquote IVS saranno per l’Inpgi ancora inferiori di oltre l’1% a quelle previste per l’Inps: lo 0,53% in meno a carico delle aziende e lo 0,5% in meno a carico dei dipendenti.

Una relazione del professor Marco Micocci, che ha predisposto il nostro bilancio tecnico attuariale, sottolinea che “la riforma mette, nel lungo periodo, gli iscritti al riparo da rischi di tenuta dell’Istituto anche grazie al fatto che contestualmente giungono a maturazione precedenti riforme riguardanti i ‘giovani’ giornalisti”.

Al proposito, è importante ricordare che i colleghi più giovani avranno comunque dall’Inpgi pensioni migliori rispetto a quelle che pagherebbe l’Inps. Infatti, nella relazione di Micocci sono anche evidenziati i ‘tassi di sostituzione’ netti (ovvero, quanto si prenderà come prima rata di pensione in percentuale rispetto all’ultimo stipendio) ipotizzando i casi di diversi giornalisti nati tra il 1965 e il 1982, e iscritti all’Istituto tra il 1992 e il 2009: ebbene, i ‘tassi di sostituzione’ netti vanno a seconda dei casi dal 61% all’82%, quindi l’Inpgi anche in futuro darà molto di più dell’Inps!

Per le donne, l’aumento dell’età pensionabile sarà graduale: 61 anni dal 1° luglio 2012 e fino al 2014, 62 anni dal 2015, 63 anni dal 2017, 64 anni dal 2019 e 65 anni dal 1° gennaio 2021, quando la riforma andrà a regime. Nel periodo transitorio, fino al 2020, le colleghe che vorranno andare in pensione comunque a 60 anni potranno farlo con penalizzazioni ridotte: dal 2,3% all’8% circa, a seconda di quanti anni d’anticipo comporti il pensionamento

Inoltre, le nuove regole previste per le donne non si applicheranno per le colleghe che al 30 giugno 2012 abbiano già maturato i requisiti (60 anni d’età e 20 di contribuzione) oppure risultino ammesse alla prosecuzione volontaria dei contributi: in entrambi i casi, potranno andare in pensione a 60 anni senza penalizzazioni.

Infine le aziende, non in stato di crisi, potranno usufruire di sgravi contributivi del 60% per tre anni per le assunzioni a tempo indeterminato, da praticante a caposervizio: l’aliquota IVS scenderà così da oltre il 20% a poco più dell’8%, con una riduzione di 12 punti percentuali del costo del lavoro. Dagli sgravi saranno esclusi i pensionati e le aziende che hanno effettuato licenziamenti, mentre saranno inclusi tutti i contratti giornalistici, a partire da quelli adottati dalla Fieg e dall’Aeranti Corallo.

Toccherà poi anche al sindacato il compito di convincere gli editori a utilizzare questi sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato, facendo ripartire il mercato del lavoro.

Edmondo Rho

Consigliere d’amministrazione Inpgi

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Giuseppe Fiorellini, caposervizio dell'Ufficio stampa della Regione Basilicata e delegato al Congresso nazionale della Fnsi per la lista di minoranza "Il sindacato è di tutti" interviene a favore dell'accordo di programma tra la maggioranza della Fnsi e le opposizioni storiche Quarto Potere e Stampa democratica: "L'auspicio - ha detto Fiorellini - è che l'accordo produca effetti anche nelle Associazioni regionali".

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