|
Riceviamo e pubblichiamo questa lettera sui problemi della Casagit che pone in particolare il tema, oltre che della nuova normativa sui rimborsi, del costo per i freelance a reddito medio-basso: infatti la Casagit fa pagare, con una fascia unica, la stessa cifra a tutti i giornalisti liberi professionisti che guadagnano fino a 71 mila euro lordi annui. A tutela della privacy di chi scrive, la lettera viene pubblicata sul sito di Quarto Potere firmata solo con le iniziali.
Oggi ho ricevuto l'ennesima lettera della Casagit con la quale mi informa che non rimborserà più il 50% delle spese sostenute per l'acquisto di alcuni prodotti, che mi sono stati prescritti dalla mia dermatologa per curare un eczema sub acuto e un melasma al volto. Sono cosmetici che, però, io non uso per evitare di farmi venire le rughe. Li devo utilizzare perché sono costretta a proteggere il mio viso dai raggi del sole e non posso usare qualunque tipo di crema, visto che sono allergica a un conservante che, guarda caso, si trova praticamente ovunque.
Considerando i costi piuttosto elevati e agli effetti terapeutici che questi prodotti hanno, la commissione paritetica mi aveva concesso una partecipazione alla spesa.
Ora il bilancio della Casagit è in rosso e capisco sia un problema, ma anche per me, non contrattualizzata che non posso neppure lavorare di più nella speranza di guadagnare una cifra maggiore perché oltre i 70 pezzi mensili, viene pagata 2 euro ad articolo, i tempi non sono rosei. Per questo non mi posso permettere un trattamento laser, che non sarebbe comunque un trattamento estetico, devo continuare a tamponare la situazione con i cosmetici, quelli per cui ho chiesto il rimborso e che mi costano 60 euro al mese.
Per mantenere l'iscrizione alla Casagit, dopo un'attenta riflessione, ho deciso di versare regolarmente i 2.544 euro annui (che non si possono neppure detrarre dalle tasse perché sono contributi volontari) ed è già un lusso per me che ne guadagno 20 mila lordi! Ora, con le nuove regole, mi si chiede l'impegnativa per qualunque visita specialistica, il che significa fare la coda dal medico di base e non poter lavorare quindi non guadagnare nulla, per poi presentarsi alla visita e non lavorare di nuovo, e magari sentirsi dire che il rimborso non è possibile.
Forse sarebbe il caso che anche la Casagit si rendesse conto che sono moltissimi i disgraziati senza contratto che si stanno arrampicando sugli specchi per tirare a campare. E, forse sarebbe bene valutare che molti non vivono nelle grandi città in cui esistono strutture convenzionale e una lista di specialisti convenzionati.
Andando avanti di questo passo, molto probabilmente io perderò i 30 euro di rimborso, ma temo che la Casagit, che prevede solodue differenti aliquote (fino ai 71 mila euro e oltre, come se la maggioranza di noi guadagnasse 70 mila euro!!!) dovrà rinunciare a un socio, perché diventa insostenibile mantenere un vincolo che risulta troppo oneroso e che mi fa impazzire per concedermi i rimborsi, quando me li concede.
Cordialmente, M.M. |