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(QP) Pubblichiamo sul nostro sito l'intervento al congresso Fnsi (è stato il centesimo e ultimo, last but not least) di Anna Del Freo, delegata lombarda di Quarto Potere e componente del cdr del Sole 24 ore.
Cari colleghi, qualche considerazione su questo sindacato e sulla realtà che non riesce più a rappresentare.
Sono rimasta colpita da una battuta del Segretario uscente, Serventi Longhi, nella sua relazione di apertura del Congresso: "bisogna aprire la porta al diavolo" e parlare di multimedialittà.
Mentre la Fnsi rifletteva, negli anni passati, sull'opportunità di aprire la porta al diavolo, il diavolo è salito tra noi e gli editori si sono semplicemente presi senza regole e senza contropartita quello che il sindacato non ha avuto il coraggio né l'apertura mentale di regolamentare.
La realtà ha scavalcato il sindacato, che ha continuato a ragionare con schemi vecchi definendo "pericolosi" tutta una serie di discorsi e di parole-tabù.
Flessibilità è una di queste parole. Mi ha stupito anche il discorso di oggi di Roberto Natale, che ha accennato alla flessibilità come a qualcosa da cui guardarsi bene, qualcosa da tenere alla distanza. E il risultato di questa mentalità è che gli editori si sono già appropriati da tempo di questa parola interpretandola a senso unico, cioè come fa comodo a loro: lavoro nero, contratti diversi da quello giornalistico, stagisti non pagati, precariato diffuso e senza tutela. Aiutati in questo da una banale regola di mercato: quando l'offerta sale, il prezzo scende. E questo lo stanno facendo valere anche per il nostro lavoro.
E' stato anche per la mancanza di idee e per i tabù del sindacato, per esempio, che le redazioni più forti e protette si sono riempite di capiredattori non facenti più funzioni inchiodati a vita alle loro posizioni da una struttura contrattuale rigida, mentre i giovani e i precari pagavano tutto il prezzo del costo del lavoro. E, al contrario, nelle redazioni piccole e meno protette - e sono tante - i colleghi graduati fanno orari pesantissimi senza un'adeguata integrazione di salario.
Di tutto questo - anche di questo - e della necessità di un patto generazionale che impedisca di cedere gli automatismi salvaguardando solo chi già li ha avuti, avrei voluto che i vertici della Fnsi ci avessero parlato in questo congresso. Così non è stato. Non so se questo sindacato sia in grado di tirare fuori idee e cambiare mentalità: tante volte ho visto buttare via proposte valide solo perché venivano dalle cosiddette opposizioni. Dopo questo congresso sono ancora pessimista sul fatto che la Federazione possa ritrovarsi sulle idee, sacrificate troppo spesso alle poltrone. Grazie
Anna Del Freo
delegata lombarda di Quarto Potere (e componente del cdr del Sole 24 ore) |