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Ringraziamo tutti i colleghi: l’elenco completo delle firme sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito di Quarto Potere.
Chi vuole aderire può mandare una mail a
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Intanto, pubblichiamo un intervento del collega Giacomo Carioti dal titolo ‘Non basta sottoscrivere’. NON BASTA SOTTOSCRIVERE
di Giacomo Carioti
E' ovvio, sottoscrivo anch’io, e con sincera partecipazione, l'appello per mantenere alto il livello informativo sull'Afghanistan, e soprattutto per la liberazione dell'interprete di Mastrogiacomo, Ajmal Nashkabandi, e del mediatore Rahmatullah Hanefi: come si fa a non condividere questo minimo dovere?
Personalmente, mi sono posto il problema di queste ulteriori vittime di un dramma complesso e controverso, cercando di portarlo in immediata evidenza pubblica - ma con riscontri minimizzanti- già nei momenti cruciali della vicenda: quando però sembrava quasi destabilizzante evidenziare il loro dramma, sovrastato dall'euforia per la liberazione del nostro collega.
Ora, come tutti coloro che hanno a cuore il rispetto della vita umana, e ancor più il senso di responsabilità per le conseguenze, anche involontarie, del nostro operato professionale, sottoscrivo l'appello comune.
Ma aggiungo una richiesta, a tutti coloro che si sono giustamente adoperati, anche sul piano dell’immagine, per la liberazione di Mastrogiacomo: fate altrettanto, tutto ciò che è in vostro potere, per la liberazione dei due inermi afghani, senza curarvi delle opportunità derivanti dalle polemiche internazionali seguite al primo favorevole epilogo, che ora più di prima sembrano suggerire il silenzio.
Una richiesta aggiuntiva, ma ancor più significativa per noi, la faccio a coloro che, al Campidoglio, hanno manifestato in prima fila per Mastrogiacomo: fate altrettanto per Nashkabandi e Hanefi, e fatelo subito, e con la stessa evidenza. Affiggete i loro volti, chiamate in piazza tutti noi, esponetevi ancora una volta e con ancora più rumore mediatico, perchè qui è in gioco non solo la vita di due persone, ma la stessa dignità derivante dalla responsabilità morale.
Una richiesta che faccio direttamente al Sindaco Veltroni e a tutti i politici che quel giorno si sono presentati; e poi al presidente dell'Ordine di Roma Tucci, ai dirigenti di Stampa Romana Sassoli e Garambois, agli onnipresenti vertici della FNSI: occorre, su questa vicenda umana così controversa e non ancora conclusa, tornare alla pubblica ribalta, ancor più numerosi, ancor più rappresentativi, ancor più determinati.
Non si può soltanto far tutto per salvare un compatriota, e far poco o niente per salvare chi lo ha salvato.
Chi è oggi davvero solo aspetta, quanto meno, un segno di consequenziale coerenza.
Giacomo Carioti |