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Difendiamo le pensioni, ma anche i pensionati

Candidati giornalisti pensionati per il Consiglio generale:

Maurizio Andriolo (Lombardia), Romano Bartoloni (Lazio), Giacomo Lombardi (Campania), Massimo Signoretti (Lazio), Enrico Villa (Piemonte), Marco Volpati (Lombardia)

Candidati per il collegio dei sindaci: Francesco Abruzzo (Lombardia), Pier Paolo Cattozzi (Emilia), Amadore Agostini (Toscana), Antonio Savi (Lazio)

Sono uniti da un’intesa elettorale a livello nazionale i giornalisti pensionati che sono stufi di promesse non mantenute sulla perequazione, stufi di quanti proclamano a parole l’autonomia dell’Inpgi privatizzato e, intanto, ne snaturano la vocazione solidale stabilita per Statuto. Tagli vergognosi alle pensioni delle vedove, affitti alle stelle e impossibili per le tasche dei pensionati, mutui quasi tabù, le tasse sulle collaborazioni (Inpgi2) e persino su quelle da quattro euro (agli ultra65enni) ecc.

Le pensioni non sono beneficenza, sono il frutto di anni di lavoro e di fior di contributi.

Se oggi l’Inpgi è in buona salute e vanta un attivo di bilancio di 50mila euro, lo si deve anche ai sacrifici fatti in questi anni dai pensionati.

La quadratura dei conti, costi quello che costi all’intera categoria, rischia soltanto di produrre effetti deleteri, di compromettere l’identità dell’Istituto, di farci intrappolare prima o poi nel calderone dell’Inps.

I giornalisti pensionati non chiedono la luna, bensì un giusto argine all’erosione dei loro soldi provocati dal carovita, il rispetto della loro professionalità, il riconoscimento del diritto di cumulo come per tutte le altre categorie di pensionati, pigioni sopportabili, una doverosa assistenza per i più bisognosi e sfortunati.

A parole i vertici della Fnsi si dicono con noi, nei fatti non ci aiutano a far passare le nostre legittime rivendicazioni.

E’ troppo comodo prendersela con gli editori o con i ministeri vigilanti, o addirittura con i colleghi di minoranza nel consiglio di amministrazione dell’Inpgi. Per primo e con atti concreti, il sindacato deve sostenere le autonome decisioni del nostro Istituto contro i pretestuosi cartelli dei no.

Noi vogliamo fare la nostra parte non solo perché la causa dei pensionati sia rispettata, ma anche perché non siano tagliate le pensioni di domani, perché l’Inpgi sia davvero libero e autonomo da ogni condizionamento arbitrario, e perché sia governata da tutti i giornalisti senza discriminazioni di età.

Romano Bartoloni

14 ottobre 2003

 

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