Abruzzo a Rosanna: “L’Ordine di Milano ha salvato i conti dell’Inpgi” Caro Barbiere, una misteriosa collega di nome Rosanna, con lettera del 22 ottobre, fa un grande torto alla mia intelligenza (e mi offende), quando scrive: “Ho fatto anche il direttore di un settimanale ravennate di controinformazione, ragione per cui chiesi al Presidente dell’Ordine della Regione Lombardia, lo stesso che oggi ci invia mail su mail per la questione Inpgi, di poter sostenere l’esame la risposta fu: “ma li hai i contributi?”, “no, mi pagano con la ritenuta”. E allora niente. Così è iniziato l’incubo del contributo, mancando questo non avevo i requisiti per… un buon metodo per accertare la professionalità di un aspirante giornalista! ….Solo nel 2001, dopo aver presentato mille documenti che comprovavano la mia presenza in una redazione, o meglio al bagno penale, da un editore pirata, poi fallito e adesso risorto sotto mentite spoglie, ottengo il via per andare a Roma, passo l’esame e ritiro il tesserino rosso……Sono messa proprio bene, la pensione non la prenderò mai e ho la sensazione di non appartenere a nessun Ordine perché quello cui sono iscritta è vessatorio e non protegge la propria categoria più debole, quella dei freelance”. Il Consiglio
dell’Ordine della Lombardia ha fissato da tempo delle regole per
il riconoscimento del praticantato d’ufficio. Il versamento dei
contributi all’Inpgi-2 è una prova del lavoro fatto a patto
che l’interessato non sia retribuito con la cessione dei diritti
o non svolga lavori occasionali. Il Consiglio, che è un giudice,
sa che le sue decisioni di iscrizione d’ufficio possono essere impugnate.
Il presidente di questo Consiglio, cioè il sottoscritto, ama vincere
in sede giudiziaria, come è accaduto innumerevoli volte, e quindi
costruisce un percorso a prova di bomba, verificando che i diritti alla
tutela (non la professionalità!) abbiano un solido fondamento.
Da altri vengo accusato di avere facilitato l’accesso, dilatando
le delibere. Non è vero. Lo dimostra il caso di Rosanna, che è
stata “bocciata” una prima volta e poi “promossa”,
quando ha presentato una istanza inattaccabile. Trovo ingiusto e ingiurioso,
quindi, attribuirmi atteggiamenti non rispettosi dei colleghi, che aspirano
al praticantato d’ufficio. Non è il mio stile. Franco Abruzzo, presidente Ordine Giornalisti Lombardia. 23 ottobre 2003
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