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GUARDARE AVANTI/
Dopo Inpgi.Si cambia, deve nascere Fnsi.Si cambia

Ieri il collega Vittorio Locatelli ha inviato a tutti noi una e-mail di
congratulazioni per il risultato delle votazioni Inpgi, nella quale
esprimeva un concetto secondo me da cogliere e rilanciare al volo:
abbiamo fatto "Inpgi.si cambia", ora bisogna assolutamente fare
"Fnsi.si cambia".

Non solo sono perfettamente d'accordo, ma invito tutti a pensarci fin
da adesso, tant'è che ho inviato ieri un intervento al Barbiere su
questa cosa che frullava in testa da tempo anche a me, ma certo non
solo a me. Ero convinto che, al solito, il Barbiere mi pubblicasse oggi
o domani e invece è successo che ha inviato in rete subito le mie
considerazioni, tanto che potrebbe parere che l'idea è solo mia, mentre
invece non lo è, per giunta è Vittorio che m'ha fatto ribalenare
l'attualità della proposta.

Tutto ciò debitamente premesso, se vogliamo davvero cambiare qualcosa
dobbiamo assediare soprattutto il sindacato. Anche per evitare le
meline come quella che stiamo vivendo adesso, vale a dire il dubbio
fintamente amletico su chi ha vinto o non ha vinto le elezioni per il
rinnovo del Consiglio generale dell'Istituto. A quanto pare abbiamo
vinto tutti. Chissà, forse in Umbria o in Basilicata sfornano raticanti
come nel Lazio o in Lombardia...

Resta il fatto che il Lazio e la Lombardia hanno un sistema elettorale
che le penalizza rispetto le altre regioni: a essere buoni si potrebbe
parlare di proporzionale contro maggioritario, come ho sintetizzato io
a spanne sino a ieri, ma la realtà è anche peggiore. Qualche nostro
critico dice che le regole le conoscevamo anche prima e che non vale
lamentarsene dopo la fine della partita. Lo stesso critico ci sbatte in
faccia un paragone calcistico: l'Inter non può certo lamentarsi delle
regole scritte del calcio solo perché ha perso una partita.

Si tratta francamente di una critica da imbecilli e in mala fede. Certo
che conoscevamo le regole anche prima, ma non abbiamo mai detto che
erano giuste! PRIMA delle votazioni ho personalmente denunciato in
lungo e in largo, dal Barbiere della Sera in giù, addirittura la
possibile incostituzionalità del nostro sistema elettorale. E, sempre
PRIMA delle elezioni, già vari colleghi avevano messo il dito sulla
disparità di trattamento.

Ma anziché tediarci sui dubbi amletici, preferisco suonare la grancassa
a favore dell'idea ricordata a botta calda da Locatelli: diamo vita
quanto prima a Fnsi.si cambia, cioè a un'alleanza che sul modello di
Inpgi.si cambia sia in grado di cambiar disco anche nel sindacato.

E' infatti il sindacato il nostro tallone d'Achille. In un'epoca di
diffusione crescente dei mezzi di telecomunicazione di massa, e di
tecnologie sempre più moderne, non esiste e non può esistere la crisi
del giornalismo, ma solo la crisi della sua rappresentanza sindacale.

Se la Fnsi continua ad accettare figure professionali che in realtà
spappolano la nostra professione, non solo rischiamo di fare la fine
dei linotipisti o degli insegnanti, ma renderemo lo stesso Inpgi una
scatola vuota.

Pino Nicotri, neo eletto consigliere generale Inpgi

p.s. Ne approfitto per ringraziare tutti coloro che mi hanno votato, e
per dare atto della correttezza di chi, come Stampa Democratica e
Professione Giornalista, ha votato anche me evitando di saltare il
gioco di squadra.

14 novembre 2003

 

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