Elezioni Inpgi: folli spese elettorali Un sindaco uscente dell’Inpgi si piange addosso sul Barbiere della Sera, perché giudica impari la sua battaglia elettorale contro la macchina da guerra del popolare fustigatore di costumi, il presidente dell’Ordine della Lombardia, candidato a toglierli il posto. Quali lacrime allora dovremmo versare noi giornalisti pensionati, candidati peones al consiglio generale dell’Inpgi, perduti nell’impossibile caccia ai voti di quasi 5mila colleghi riuniti sì in collegio unico nazionale, ma sparsi in tutte le regioni italiane? E come se non bastasse, dovremmo sfidare e competere con concorrenti scesi in campo con la macchina schiacciasassi. A bocce ancora ferme, un neo-pensionato Rai, consigliere d’amministrazione uscente dell’Inpgi, ci ha lanciato il guanto di sfida appellandosi, via postel, ad uno ad uno dei colleghi pensionati dalle Alpi a Capo Passero. Poi, tanto per misurare le differenze e per farci capire chi è il più forte, ha confidato a cuore aperto di aver speso 2.590 euro di corrispondenza elettorale. Che dire se non buon pro gli faccia e tanti auguri. A sconcertare il popolo dei pensionati, con il chiodo fisso della quadratura dei conti erosi dal carovita, si è fatta avanti una candidata di esperienza, una distinta dama lombarda, che, anche lei con il tam-tam postale su scala nazionale, osanna quanti professano la massima aspirazione di rimanere inchiodati alle poltrone di comando Inpgi per la terza volta consecutiva. Invece, suscita tenerezza un “giovane” pensionato di Cavallasca (Como) che, all’oscuro dei giochi di potere, si è rivolto innocentemente alle istituzioni della categoria per ottenere sostegno alla sua candidatura. Romano Bartoloni, consigliere
uscente Inpgi 14 ottobre 2003
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