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27 novembre 2004
Conti Fnsi: li 'rivede' solo la maggioranza

La maggioranza della Fnsi ha compiuto una scelta che non ci sembra corretta, eleggendo tutti i 4 revisori dei conti professionali della Federazione. Ciò è avvenuto in Congresso votando 4 preferenze e non lasciando neanche un posto 'di garanzia' alle minoranze. Con lo stesso meccanismo, sono stati votati i 5 probiviri collaboratori: ovviamente, eleggendo 5 colleghi scelti dalla maggioranza.
All'indomani della conclusione del Congresso di Saint Vincent, vogliamo elevare la ferma protesta di Quarto Potere, componente di opposizione della Fnsi, nei confronti di questo atteggiamento da 'asso pigliatutto'. La scelta della maggioranza ci sembra anche non in sintonia con le dichiarazioni dello stesso Segretario, Paolo Serventi Longhi, che dopo essere stato rieletto ha assicurato il suo impegno "per cercare un equilibrio nella gestione della giunta federale".
Quale equilibrio vi può essere, se la maggioranza non permette alle opposizioni di avere anche un solo rappresentante nell'organismo che deve rivedere i conti della Fnsi? Evidentemente, su un punto così importante e delicato come il bilancio federale, le dichiarazioni distensive vengono smentite dai fatti.
Al congresso straordinario della Fnsi, che si riunirà entro marzo per la riforma dello Statuto, i delegati di Quarto Potere chiederanno che i revisori dei conti vengano eletti col sistema roporzionale consentendo così di far entrare nell'organismo anche rappresentanti della minoranza.
A titolo di cronaca, ricordiamo che il collega Maurizio Gussoni (vicepresidente del Corecom lombardo), candidato tra i revisori a Saint Vincent dalla delegazione lombarda su proposta di Quarto Potere, ha ottenuto in Congresso 54 voti ed è risultato il primo dei non eletti.
Paolo Serventi Longhi, riconfermato segretario della Fnsi, ha ottenuto 209 voti tra i delegati a Saint Vincent: 2 in meno rispetto a quelli che prese tre anni fa a Montesilvano. E' andata peggio a Franco Siddi, riconfermato presidente della Fnsi con 71 voti in consiglio nazionale (il quorum era 70), mentre tre anni fa il giornalista sardo aveva ottenuto 91 preferenze, ben venti di più.
Pierluigi Roesler Franz, candidato presidente delle opposizioni ha avuto 19 voti, 16 le schede bianche e nulle, un voto all'emiliano Marco Gardenghi.

Il candidato segretario delle opposizioni, contrapposto a Serventi Longhi, Mariagrazia Molinari, ha avuto 63 voti in congresso (28 le schede bianche e nulle) e dopo l'elezione del nuovo segretario è intervenuta tra gli applausi dicendo: "L'opposizione è costruttiva. Ci sarà una contrapposizione di idee, ma il segretario sarà il segretario di tutti i giornalisti".
Serventi Longhi ha dichiarato: "Mi impegno in giunta a costruire "equilibrio della squadra".
La giunta sarà eletta, probabilmente, entro il 15 dicembre. Intanto, per il consiglio nazionale, i delegati professionali hanno eletto 30 consiglieri (20 della maggioranza e dieci dell'opposizione).

Per l'opposizione la lista 'Alternativa' (cui hanno aderito Quarto Potere, Stampa Democratica, Puntoeacapo, Movimento Liberi Giornalisti, Giornalisti Oggi di Firenze e Giornalisti Domani di Torino) ha ottenuto 50 voti, eleggendo sette consiglieri: Mariagrazia Molinari, Silvana Mazzocchi, Pierluigi Roesler Franz, Edmondo Rho, Elena Golino, Pierfrancesco Gallizzi e Sandro Bennucci.

Gli altri tre consiglieri dell'opposizione sono: Massimo Signoretti (Roma), il calabrese Musmeci e Zenone Sovilla (Trento).
E nella maggioranza chi ha vinto? Trionfo di Roberto Natale, grande capo dell'Usigrai e primo eletto con 130 preferenze, precedendo Franco Siddi. Al terzo posto il romano Roberto Seghetti. E i milanesi? Decimo Guido Besana, della giunta uscente, ventesimo e ultimo degli eletti Raffaele Fiengo, leader storico del cdr del Corriere della Sera.
Esclusi dal consiglio nazionale Roberto Digiovanpaolo (Roma), Gianpaolo Carbonetto (Trieste), Peppino Lo Bianco (Palermo), Irene Merli (Milano) e Domenico Marcozzi (Pescara).
Nella delegazione lombarda i consiglieri nazionali eletti sono: Rossella Minotti di Quarto Potere, Massimo Borgomaneri, Enrico Mirani e Paolo Perucchini di Stampa democratica, Adriano Agatti del Movimento liberi giornalisti, Pino Nardi, di Impegno sindacale, Marina Cosi, Gabriele Porro e Maxia Zandonai, di Nuova Informazione.

 

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