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GIORNALISTI:
GESTORI O CONTROLLORI DEGLI ENTI? UNA NUOVA PROPOSTA
La gestione dei vari
enti di categoria dei giornalisti, Inpgi, Casagit e Fondo di previdenza
complementare, è nuovamente nell’occhio del ciclone. Ha aperto
le ostilità Il Giornale, con un articolo dedicato agli “scandalosi”
compensi dei consiglieri Inpgi.
Poi alcuni colleghi della stampa economica hanno inviato un esposto alla
commissione di vigilanza sui fondi pensione sollecitando una verifica
sulle procedure con cui è stato affidato il mandato di gestione
del Fondo di previdenza complementare dei giornalisti.
Infine, un’altra polemica è scoppiata a proposito di una
delibera che prevedeva modalità per investire in azioni, bocciata
dal Consiglio Generale Inpgi.
Doverose, e scontate, le repliche dei diretti interessati, sulla buonafede
dei quali non abbiamo nulla da eccepire, così come non discutiamo
l’intenzione dei colleghi del Giornale di fare inchieste “controcorrente”
nella nostra categoria (piuttosto, bisogna distinguere sugli intenti,
quantomeno maliziosi, degli ispiratori del quotidiano milanese, ultimamente
molto impegnato nella “destrutturazione” della professione
giornalistica e delle sue organizzazioni).
Il problema, a nostro avviso, è un altro. Lo proponiamo ai colleghi
con un interrogativo provocatorio: è ancora giusto e sensato che
la categoria, attraverso i suoi rappresentanti, continui a farsi carico
della gestione dei propri enti di previdenza e assistenza?
La nostra proposta è diversa: vorremmo discutere una modifica complessiva
di questo criterio. Si potrebbe affidare la gestione degli enti a personale
specializzato (anche con consulenze su temi specifici, mandati di gestione
a termine e incarichi verificabili in base ai risultati raggiunti) e mantenere
ai giornalisti che fanno parte dei consigli d’amministrazione solo
il ruolo di indirizzo, verifica e controllo.
Così si ridurrà il rischio di avere dei “professionisti
del gettone di presenza” nei nostri enti: i colleghi che ci rappresentano
nei consigli d’amministrazione (oggi, a volte, preoccupati soprattutto
della propria riconferma) potranno evitare di distaccarsi dalle redazioni
e, continuando a lavorare come giornalisti, ottimizzare nel modo più
utile la parte del loro tempo destinata agli organismi della categoria
.
I giornalisti di Quarto
Potere
Milano,
19 maggio 2000
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