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NO AL CONTRATTO DA “QUARTO POTERE”

L'ipotesi di accordo siglata dalla Segreteria Fnsi per il nuovo contratto di lavoro non deve essere firmata per queste ragioni:

1) Introduce uno sfruttamento selvaggio (perché non retribuito) dei giornalisti assunti in case editrici multitestata e multimediali.
2) Permette incarichi a tempo per funzioni alte che non solo sono illegali (vedi Statuto dei lavoratori), ma anche forieri di facili ricatti.
3) Estende i contratti a termine in maniera eccessiva e apre persino al lavoro interinale che ovunque in Europa non è previsto per le professioni intellettuali.
4)Regola il settore "on line" in modo da creare una categoria di giornalisti di serie "b" con minore retribuzione e minori tutele. E pone le basi per una progressiva rottamazione dei posti di lavoro regolati dal contratto di serie "a".
5) Accetta che i freelance siano pagati a 60 giorni dalla pubblicazione (invece che a 30 dalla consegna) senza ottenere in cambio alcuna tutela supplementare per la marea di chi non ha un contratto di collaborazione coordinata e continuativa.
6) Svilisce il lavoro dei giornalisti grafici dei periodici aprendo la strada all'impiegatizzazione dell'intera categoria.
7) Inserisce un regolamento di disciplina che mortifica la professione giornalistica e le norme deontologiche.
8) Aumenta lo stipendio in percentuale troppo bassa e persino offensiva per chi ha sostenuto la trattativa sindacale con un anno e mezzo di scioperi. E non prevede neppure l’una tantum per la vacatio contrattuale.

Le consultazioni della base stanno confermando in questi giorni il no della maggioranza dei giornalisti all'ipotesi contrattuale siglata.
La Segreteria Fnsi non può insistere nel pretendere un'accettazione totale del documento senza riaprire le trattative e senza voler adoperare l'arma (potentissima) dello sciopero in campagna elettorale.
La Conferenza dei Cdr del 29 marzo dovrà essere un appuntamento fondamentale da cui far scaturire indicazioni capaci di tamponare gli effetti deleteri di questa sigla.

Se la Segreteria dovesse comunque insistere nel suo distaccato e cocciuto arroccamento, la Giunta della Fnsi non dovrà approvare l'accordo e dovrà dimettersi. Piuttosto che compromettere con questo contratto il futuro della categoria si vada ad un congresso per decidere quali norme dovranno regolare i rapporti degli editori con giornalisti moderni e liberi.

Milano, 12 marzo 2001

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